Chiude con un saldo positivo l'indagine elaborata da Unioncamere e Infocamere relativa al tasso di crescita 2018 delle imprese in provincia di Frosinone. A fronte di 2.173 cessazioni, nel corso dello scorso anno sono state 2.662, invece, le iscrizioni (+489 imprese). Numeri che, in termini di percentuale, equivalgono a un tasso di crescita dell'1,02%, diciannovesima provincia nel Paese per tasso di crescita e seconda nel Lazio. Alle spalle di Roma. Nella Capitale, infatti, il tasso di crescita 2018 equivale all'1,81% con 21.634 cessazioni e 30.550 iscrizioni (+8.916).

La Ciociaria, però, in questa speciale graduatoria precede le altre province laziali: Latina che ha un saldo di 467 imprese (+0,81%; 2.973 cessazioni e 3.440 iscrizioni), Viterbo che ha fatto registrare un +260 (+0,69%; 1.810 cessazioni e 2.070 iscrizioni) e Rieti che ha un saldo positivo di 89 imprese (+0,59%; 732 cessazioni e 821 iscrizioni). 
Complessivamente, nel Lazio, sono 657.855 le imprese registrate al 31 dicembre 2018 (di cui 95.375 artigiane). Il saldo, migliore in termini assoluti in Italia, è stato di 10.221 imprese (più di Campania, 7.866, e Lombardia, 4.551). In regione sono state 29.322 le cessazioni, mentre 39.543 le iscrizioni.

L'intervento
Il consigliere comunale e provinciale di Frosinone Danilo Magliocchetti analizza i dati dell'indagine Unioncamere/Infocamere. «Tutte le province del Lazio registrano un valore positivo e superiore alla media nazionale (+0,52%) con Roma capofila in Italia - ha sottolineato - Il dato della Provincia di Frosinone (tasso di crescita 1,02%), il più alto del Lazio dopo quello di Roma, sommato a quello di Latina (+0.81) fa comprendere che, nel basso Lazio, segnatamente sull'asse Frosinone-Latina, esiste ancora, nonostante le difficoltà congiunturali, un'economia potenziale, ma anche reale, certificata dai numeri. Economia che andrebbe sviluppata e sulla quale bisognerebbe investire con convinzione».

Sul punto, la proposta di Danilo Magliocchetti è quella per cui bisognerebbe «partire dalla creazione di un centro logistico integrato Frosinone-Latina che avrebbe possibilità di sviluppo e applicazione sia intermodale, con le unità di carico standardizzate, che multimodale. Lo sviluppo del centro logistico integrato nelle due province - conclude il consigliere - vorrebbe dire valore aggiunto per entrambi i territori e, comunque, per l'intero basso Lazio perché farebbe da supporto trasversale alle filiere produttive agrifood, farmaceutico e automotive, realtà tipiche di questi territori. Oltre ai relativi indotti».