È finita come peggio non poteva finire per il Grand Hotel Palazzo della Fonte. Il simbolo, insieme alle Terme, della Fiuggi che fu.
Ieri il gioiello della bella époque fiuggina ha ammainato la sua bandiera senza opporre resistenza al cospetto di Fabiola Luciani, custode giudiziario incaricato dal tribunale di Frosinone di procedere all'espropriazione dell'albergo che andrà all'asta il 19 febbraio prossimo, con offerta minima fissata a 12 milioni e 900.000 euro.

Uno dei giorni più cupi per la città termale, di quelli che non vorresti mai vivere. Perché vedere un intenso spiegamento delle forze dell'ordine impegnate nel vigilare che si desse corso alle disposizioni del tribunale, contrasta pesantemente con la gloriosa storia centenaria del Grand Hotel Palazzo della Fonte, le cui mura hanno ospitato re e regine, uomini di stato, dello sport, artisti e uomini della cultura di ogni ordine e grado, prima di consegnarsi ieri ai sigilli.

A nulla sono valsi i tentativi disperati dei giorni scorsi dei cento e passa dipendenti che lì traevano gli stipendi utili a garantire un piatto di minestra alle loro famiglie. Tutto inutile, tutto drammaticamente vero. Dura lex sed lex. Un altro passo compiuto da Fiuggi verso il precipizio in attesa che lo stesso tribunale si pronunci anche sull'istanza pre fallimentare che sta interessando le Terme.

Ora, premesso che la conduzione del Grand Hotel è stata a cura di privati e quindi a loro va ricondotta ogni responsabilità sugli esiti, non è però possibile non rilevare il fatto che fare impresa nella Fiuggi degli ultimi anni è stato ed è complicatissimo per tutti. Infatti, molte altre attività alberghiere, anche se di livello inferiore, hanno già fatto, ed altre si apprestano a fare, la stessa fine del glorioso Grand Hotel Palazzo della Fonte.

È un'aria pesantissima quella che si respira nella Fiuggi di questi giorni. Mista alla rabbia, alla rassegnazione, alla speranza che da qualche parte si accenda una scintilla, un alito di vento che faccia sperare in un futuro migliore e per il Grand Hotel che indossi gli abiti di eventuali società del settore interessate a partecipare al bando di gara del 19 febbraio prossimo.

Speriamo, perché oggi a Fiuggi altro non resta da fare che sperare, tra bisbigli che nessuno riesce più ad ascoltare, che stridono questi si con lo scarso senso del pudore di quelle classi politiche che così hanno ridotto Fiuggi e che ancora oggi stanno lì a pontificare e distribuire utili consigli per il futuro. Ma per favore...