Era stato condannato a quattro anni per una violenza sessuale. Ora la Corte d'appello l'ha assolto. All'uomo era contestato un fatto accaduto nel 2006.
secondo le accuse avrebbe cercato di violentare la cognata romena. Lui le avrebbe messo le mani addosso, palpeggiandola pesantemente. Lei lo aveva denunciato. Così P.B. di Villa Santo Stefano era finito sotto processo.

In primo grado, nel 2010, a Frosinone era stato condannato a quattro anni di reclusione. Una sentenza confermata anche in secondo grado. Poi, la Corte di cassazione aveva rimandato le carte alla Corte d'appello. La Suprema corte aveva considerato che non era stata correttamente valutata la capacità di intendere e volere dell'imputato. Il processo è così retrocesso al giudizio d'appello nel corso del quale è stato risentito il dottor Tarquini Guetti che aveva svolto la perizia psichiatrica.
Dall'esame del perito è emerso che non ci sono elementi sufficienti per stabilire correttamente se l'imputato era consapevole di quanto stava facendo. Riconosciuta dunque l'impossibilità di stabilirne la reale capacità, alla Corte d'appello non è rimasto altro che pronunciare una sentenza di assoluzione. P.B. è stato difeso dall'avvocato Alessandro Caldaroni.