Entrano in banca con il viso coperto a caccia di un lauto bottino: la banda del taglierino ci riprova con la stessa dinamica, nello stesso posto, fortunatamente questa volta senza successo. E scappa a mani vuote. È accaduto ieri mattina in viale San Domenico, a pochi passi da diverse scuole. La banca presa di mira dai malviventi (non è la prima volta negli ultimi anni) è il Credito Artigiano.

I ladri sono entrati rapidamente all'interno della filiale sorana e si sono avvicinati alla cassiera intimandole di consegnare il denaro contante presente in cassa. La donna però, anche se spaventata, ha avuto la freddezza di far scattare la macchina dei soccorsi segnalando la rapina in corso alla polizia. I due ladri, con accento del sud Italia, hanno minacciato la cassiera con un taglierino, puntandolo verso di lei mentre le urlavano di tirare fuori il denaro. Quando però hanno capito che la cassiera aveva dato l'allarme, se la sono data a gambe. Con uno scatto fulmineo sono usciti all'esterno della banca e hanno fatto perdere le loro tracce fuggendo a piedi, probabilmente in direzione della campagna o forse salendo sull'auto di un complice che li aspettava.

Gli inquirenti non escludono alcuna pista; viale San Domenico è molto trafficato da mezzi diretti in ogni direzione. Sul caso stanno indagando gli agenti della polizia di stato di Sora, che rispondono agli ordini del dirigente Paolo Gennaccaro. Immediato è stato l'arrivo di una volante sul posto che ha raccolto dai presenti le informazioni necessarie per ricostruire la dinamica della tentata rapina.

Nel giugno del 2017 la stessa banca fu vittima di un blitz simile. Due anni fa fu un assalto in piena regola, studiato nei minimi dettagli, rapido e fruttuoso per i banditi. In quell'occasione i rapinatori erano tre, tutti molto giovani e con uno spiccato accento campano, tra i venti e i venticinque anni; fecero irruzione nella banca durante l'orario di punta, creando il panico tra i presenti. L'arma era la stessa: un taglierino con cui minacciarono i dipendenti urlando, arraffando il denaro nelle casse, circa quarantamila euro, e fuggendo a bordo di una Fiat Punto.