Un furto di abbigliamento sportivo che si trasforma in rapina. E così due donne sono state condannate dal tribunale di Frosinone alla pena di due anni di reclusione e 400 euro di multa ciascuna. Le due A.C.e P.S., 35 e 31 anni,di Frosinone e Ferentino, erano state fermate dall'addetto alla vigilanza di Decathlon nel maggio del 2016. Le due, stando alle accuse, per guadagnarsi l'uscita dal negozio avrebbero aggredito l'uomo spingendolo anche con un passeggino nel quale c'era un bambino e dove era stata occultata la refurtiva.

Una refurtiva, peraltro, del valore piuttosto modesto, 71,87 euro consistente in una maglia Nike, un pantalone e due maglie da fitness. Nel ripercorrere la ricostruzione dei fatti, il pubblico ministero Samuel Amari aveva considerato provato il fatto, tramutato rapina impropria. Alle donne era stato contestato il fatto di aver preso capi di abbigliamento dagli scaffali, aver tolto la placca antitaccheggio depositandola su altra merce e aver tentato di guadagnare l'uscita dalle casse con violenza nei confronti del vigilante che le aveva scoperte.

Per le donne, assistite dall'avvocato d'ufficio, la difesa ha fatto leva sulla particolare tenuità del furto e sul fatto che le stese, in realtà, erano già state scoperte dal sistema di sorveglianza ma l'inter vento per bloccare era seguito solo all'uscita, quasi mezzora dopo l'avvenuto impossessamento dei capi d'abbigliamento. Il tribunale (presidente Farinella, a latere Tamburro e Doglietto) ha condannato entrambe le donne, riqualificando il reato in rapina impropria consumata, a due anni.