Città vittime dello smog. Aria irrespirabile. Traffico, riscaldamento domestico, industrie e pratiche agricole tra le principali fonti di emissione. In questo quadro l'auto privata continua, in Italia, ad essere il mezzo più utilizzato (se ne contano 38 milioni e soddisfano complessivamente il 65,3% degli spostamenti). Nel 2018 in 55 capoluoghi di provincia sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l'ozono (35 giorni per il Pm10 e 25 per l'ozono). In 24 dei 55 capoluoghi il limite è stato superato per entrambi i parametri, con la conseguenza diretta, per i cittadini, di aver dovuto respirare aria inquinata per circa 4 mesi nell'anno. Questa la panoramica di Mal'aria, il dossier annuale di Legambiente sull'inquinamento atmosferico in Italia (dati Arpa).

E Frosinone? Tra le peggiori. Tutte le città capoluogo di provincia dell'area padana (ad eccezione di Cuneo, Novara, Verbania e Belluno) hanno superato almeno uno dei due limiti. La prima città non ubicata nella pianura padana è Frosinone, nel Lazio, con 116 giorni di superamento (83 per il Pm10 e 33 per l'ozono). Entrando nello specifico dell'indagine di Mal'aria, nel 2018 sono state 26 le città (circa un capoluogo su quattro) ad oltrepassare il limite quotidiano del Pm10 fissato per legge a 50 microgrammi per metro cubo, come media giornaliera, da non superare per più di 35 giorni l'anno.
A guidare la top ten delle città più critiche per le polveri sottili: Torino (Rebaudengo) con 87 giorni, Frosinone (Scalo) con 83 e Lodi (Vignati) con 78 sono sul podio della speciale classifica, seguite da Milano (Marche) 74, Venezia (Tagliamento) 63. Relativamente alla media dei valori medi annuali di Pm10 registrati dalle centraline urbane di Frosinone nel 2017 il dato è 32 microgrammi per metro cubo (27º posto).