I cento milioni stanziati per il nuovo ospedale antisismico di Sora? Fermi tutti, ragioniamo. E soprattutto diciamo le cose come stanno. La struttura a prova di terremoto c'è già, robusta e sicura, ed è nel posto giusto: il Santissima Trinità, finito di costruire e reso agibile nel marzo del 1992. Lo assicurano tre professionisti sorani che hanno avuto un ruolo importante nella costruzione del grande complesso ospedaliero sulla collina di San Marciano. E che hanno inviato una lunga relazione alle autorità (dal Capo dello Stato al presidente del Consiglio, al ministro della salute e al presidente della Regione Lazio) per "fare luce sull'intera vicenda".

Sono l'ex dirigente del Comune di Sora Antonio Conte, il tecnico dell'allora Usl Fr 7 Walter Bartolomucci e il tecnico dell'Ufficio di direzione dei lavori Lorenzo Lucarelli. La relazione ripercorre le fasi salienti della scelta del sito e della realizzazione dell'opera. "L'idoneità geologica dell'area di sedime fu affidata al Prof. Ing. Ugo Ventriglia, per anni Direttore dell'Istituto di Geologia Applicata presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza -scrivono Conte, Bartolomucci e Lucarelli- Il progetto di tutto il complesso edilizio fu curato (1971) dal prof. Ing. Dott. Guido Gigli, sempre della Sapienza di Roma, che le riviste specializzate considerarono tra i più moderni d'Europa. Il grandioso complesso andava a soddisfare, per modernità e capienza di circa 650 posti letto, le esigenze ospedaliere in una larga fascia della Ciociaria e della Marsica. Il consulente geotecnico procedette ai sondaggi, alle prove penetrometriche e alle analisi di laboratorio, presentando varie relazioni geologico-tecniche sui terreni interessati dalle costruzioni dei vari edifici dell'ospedale, le cui strutture furono progettate e calcolate dai Dr.Ing. Maurizi Valenzi e Maurizio Fraschetti con studio in Roma. È da chiarire che il prof. Ventriglia seguì costantemente i lavori dando i relativi suggerimenti sul tipo di sistema di fondazione da eseguire, disponendo nel caso in corso d'opera altre trivellazioni dei terreni e analisi geomorfologiche: telai orizzontali a travi rovesce continue ad ala larga per i vari corpi edilizi del nosocomio, degenze, piastra laboratori analisi e sale operatorie; palificazioni collegate alle travi di  una maglia quadrangolare di base da cui si elevano le strutture della palazzina uffici amministrativi, delle aule didattiche universitarie, dell'aula magna e della chiesa. Le opere furono eseguite dall'impresa Isidori di Roma, sotto l'alta sorveglianza dell'ufficio del genio civile di Frosinone, dell'ispettore prefettizio e dei collaudatori in corso d'opera nel rispetto della legislazione antisismica vigente".

E sottolineano che "l'esecuzione delle strutture fu verificata e calcolata tenuto conto anche delle nuove disposizioni contenute nella legge 2 febbraio 1974, n. 64, recanti provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche. E in tal senso, è da tenere presente che nel cantiere fu organizzato un efficiente ufficio della direzione dei lavori del Prof. Ing. G. Gigli e del condirettore Dott. Ing. Carlo Bartolomucci e assistenti tecnici, che garantiva il controllo giornaliero del perfetto allestimento delle armature d'acciaio e dei getti di calcestruzzo, disponendo in alcuni casi anche le verifiche dei calcoli statici. Dagli atti risulta una percentuale di ferro per ogni metro cubo di conglomerato cementizio con valori superiori alla norma dei 110 Kg/mc., con raddoppio nella zona della piastra delle previsioni di spesa. La qualità del calcestruzzo e dell'armatura di acciaio fu accertata dai laboratori specializzati sotto il controllo dell'Ing. Stelvio Baldassarra di Frosinone. La prova inconfutabile sulla sicurezza antisismica è nella relazione a struttura ultimata redatta dal D. L. Prof. Ing. G. Gigli, depositata il 28.3.1992, e nel collaudo statico del Dr. Ing. Ugo Macioce del 30.3.1992. Il certificato di agibilità dell'intero complesso è datato 26.05.1992". Si legge inoltre che "negli ultimi 4 anni risulta che il complesso ospedaliero non è attraversato da faglie".

I tre professionisti indicano piuttosto altre priorità: "Occorre migliorare la circolazione autoveicolare-pedonale e delle aree di sosta intorno al nosocomio, con l'adeguamento, a est, della via comunale S. Domenico Soriano e la creazione di un altro svincolo a raso sulla strada regionale 666 di Sora". Da qui il loro appello al governatore Zingaretti: "Il presidente, per l'onestà intellettuale che lo distingue, deve invece promuovere iniziative per potenziare l'attuale nosocomio".