Pietro Iozzia continua a stupire. Il suo grande amore per la recitazione e la scrittura gli ha permesso di volare alto. In questo settore Pietro corre la gran fondo e la vince, perchè qui non è su una sedia arotelle, qui èil suo cuoreil vero motore. E con quella grande passione che lo conraddistingue Pietro ha scritto la sua prima commedia e l'ha letteralmente regalata al Cut e ai suoi compagni del Centro Arcobaleno di Caira. La commedia, che è andata in scena nell'aula Magna del Campus Folcara, ha lasciato il pubblico in platea entusiasta, divertito e commosso.

Un ragazzo e i suoi amici sono riusciti a dimostrare ancora una volta, se pure ce ne fosse ancora bisogno, che siamo tutti uguali. "Guarda chi viene a cena" segna il debutto come sceneggiatore di Pietro e conferma che basta avere lo spirito giusto per conquistare il mondo. «Sembrava impossibile, ma ce l'abbiamo fatta - ha commentato Pietro -  in questo progetto e in generale nella nostra compagnia tutto quello che realizziamo, sia per presentarlo al pubblico sia più semplicemente sotto forma di esercizio, è frutto di un lavoro di gruppo, di un minestrone di idee che vede coinvolti tutti e che ci appassiona tanto».

Pietro, oltre ad interpretare il ruolo di Gianguido di Bracco Ubaldo, si è occupato anche dell'adattamento in forma drammatica della commedia ideata da tutti i partecipanti al laboratorio teatrale: Carmelina Pinchera, Emanuele Romano, Antonello Romano, Matteo Apruzzese, Guglielmo Landolfi, Roberto Azzoli, Franco Grilli e Antonio Evangelista coadiuvati da Fabiola Forgetta, Alice Mennoia, Leda Panaccione, Paola Spallino, Giulio Marotta, Ilenia Evangelista e Giusy Russo. ll laboratorio teatrale prevedeva esercizi di improvvisazione, linguaggio verbale, non verbale e dello spazio, ma anche scrittura, drammaturgia e musicalità teatrale.

Il progetto del Cut non termina qui, sono in programma infatti nelle prossime settimane di gennaio altre repliche: due nella Scuola Media "Conte", una nell'Istituto Magistrale "Varrone" e l'ultima presso il Piccolo Teatro San Pio di Roma.
Una giornata davvero speciale che segna un altro passo in un percorso fatto di integrazione e di condivisione.
Un solo grande rammarico quello di Pietro, un assenza tra il pubblico, una poltrona, quella del papà prematuramente scomparso e che sicuramente ha fatto un gran bel lavoro crescendo un ragazzo che non ha avuto mai paura di nessuno e che affronta la vita con il sorriso e un entusiamo da vendere. Pietro e i suoi amici hanno ancora tanto da fare insieme e da insegnarci.