Oggi alle 12 scocca l'ora dei sindaci. Oltre trenta i comuni che siederanno nella sala Restagno, nel comune di Cassino, per discutere di Fca ed ecotassa. Tutti agguerriti per le tremende conseguenze che potrà avere, alla luce delle dichiarazioni dell'ad Manley sul "nuovo" piano di investimenti che nelle prossime settimane potrebbe essere svelato. Corsa contro il tempo, dunque.

L'obiettivo sarà chiaro: capire tutti insieme quali azioni intraprendere. Lo ha detto ieri Carlo Maria D'Alessandro a capo della Consulta. «Noi siamo - ha aggiunto - solo i sindaci del basso Lazio per cui dobbiamo confrontarci con una realtà che è quella del governo che non ha alcun interesse a difendere il nostro territorio.

E l'istituzione dell'ecotassa lo dimostra». Poi, rincara: «Dovremmo avere il coraggio di programmare anche un'azione di protesta forte che possa arrivare direttamente al governo ma per fare questo servirebbe l'aiuto dei parlamentari eletti. Non è il momento di fare polemica ma l'assenza dei parlamentari eletti nello schieramento di governo in questa vicenda è sotto gli occhi di tutti. Si tratta di un silenzio assordante e il "fallimento" di venerdì in questo presunto summit al Ministero ne è una lampante dimostrazione».

Gioacchino Ferdinardi, sindaco di Piedimonte ha già fatto di tutto contro l'ecotassa. Prima con lettere e ordini del giorno, ora vuole continuare a mobilitarsi: «Come sindaci dobbiamo pretendere un incontro con il governo presso il ministero dello Sviluppo economico, insieme alle sigle sindacali. Un tavolo tecnico nazionale per capire bene anche le intenzioni di Fca. Noi siamo chiamati a difendere l'occupazione del territorio e la sua vitalità economica, soprattutto se si sentono minate da un ulteriore vessazione che arriva con l'applicazione della nuova tassa».

Stessa aria si respira a Castrocielo. Il sindaco Filippo Materiale spiega: «Abbiamo una voce in capitolo, rappresentiamo un territorio nevralgico, quindi, abbiamo il potere-dovere di insorgere in queste circostanze. Una grande industria, che faceva fatica a ripartire, è stata messa nelle condizioni di pensare a delocalizzare o a ridurre gli investimenti. Questa è la drammatica realtà. Tutto il futuro sviluppo della zona contava su Fca, è una "ferita" proprio in quella parte dove c'erano più speranze e dove c'era più bisogno. Bisogna far sentire la nostra voce».

Medesimo dramma a Pontecorvo. «Chiederò - argomenta il sindaco Anselmo Rotondo - l'immediata revisione di questa ecotassa. Propongo che la consulta possa presentare una "interrogazione" per riscriverla totalmente. Dobbiamo evitare che incida negativamente sulle tante famiglie del territorio che lavorano in Fca.

Proporrò un'azione congiunta anche perché se la Fca andasse in crisi, tutto l'indotto avrebbe conseguenze devastanti. Mi appello a tutte le forze propositive del territorio e quei deputati della provincia che, dopo aver imposto questa tassa negativa, possano fare un passo indietro. È una battaglia di tutti, che coinvolge l'intera regione, e non solo, perché le conseguenze saranno a tutti i livelli. Sarò presente per qualsiasi battaglia».

A soffrire, prima ancora che venga rivisto il piano di investimenti, è anche l'indotto. La flessione nel mercato dell'auto e quei nuovi modelli rimandati al 2020 già stanno mettendo parecchie famiglie in ginocchio. Lo conferma anche il sindaco di Aquino Libero Mazzaroppi: «Siamo sinceramente preoccupati. Al di là delle varie polemiche, va rilevato il fatto che i vertici della Fca rivedranno i loro piani. Questo ci allarma perché negli ultimi tempi già l'indotto sta soffrendo e noi abbiamo problematiche serie da affrontare.

La prima sofferenza arriva nei comuni, siamo il terminale più esposto della Repubblica, stiamo continuamente in contatto con cittadini che già soffrono. Sarà la comunità locale a scontare gli effetti deleteri di certi provvedimenti. Ripeto, l'indotto ha già frenato, da tempo e lo dimostra il fatto che, in questi giorni, le file di persone davanti ai nostri uffici, che vengono a chiedere aiuto, è aumentata. Spero che il governo rifletta».