Pratiche di culto non cattoliche, "strane" messe in case private, presiedute da un prete che tale non è per Santa Romana Chiesa. «Un sedicente ministro» non riconosciuto che, evidentemente, indottrina i  fedeli eli conduce verso vie che nulla hanno a che vedere con la vera e unica fede cattolica, incardinata nella verità rivelata e in precise pratiche riconosciute per aiutareil fedelein unacrescita spirituale. Criteri che saltano laddove un sedicente "sacerdote" di un culto che potrebbe presentare punti di contatto con quello cattolico, ma (pare) con deviazioni, conduce su altre vie la gente che si raduna nelle abitazioni di tanti comuni del Cassinate per praticare riti non riconosciuti.

Che assomigli a una messa o a una preghiera corale e comunitaria questo poco importa. Di fatto, per i vertici della Chiesa locale, si colloca al di fuori del credo e delle sue "regole". È quanto emerge proprio dalle parole del vescovo della diocesi Gerardo Antonazzo che ha deciso di rendere pubblico il problema per aiutare i fedeli a riconoscere il "vero" dal "falso".
E ha fatto affiggere sulle porte di tutte le chiese di Cassino, Aquino, Piedimonte, Castrocielo e Pontecorvo la notifica di ammonimento a sua firma dopo che i sacerdoti l'avranno ben spiegata e argomentata, oggi stesso, durante le funzioni religiose del "giorno del Signore".

Una scelta che compie da "buon pastore" del gregge che è stato chiamato a guidare il territorio del Cassinate e del Sorano.
Un avvertimento preciso a non intraprendere strade che possano nascondere pericolose insidie, arrivando a collocarsi al di fuori dalla Chiesa Cattolica incorrendo addirittura nella scomunica. Il "padre amorevole" ma giusto emerge nella prima parte quando scrive: «Al vescovo diocesano, maestro e pastore della chiesa particolare, spetta il compito di guidare il popolo di Dio esercitando il triplice ufficio di insegnare, santificare e governare vigilando conparticolare diligenzapertutelare e difendere le persone a lui affidate». Compito storico e canonico.

Dunque, Antonazzo non può non mettere in guardia. Rivelare l'accaduto e far aprire gli occhi agli uomini a lui affidati perché mai il sacerdote avrebbe frequentato un seminario di Santa Romana Chiesa e sarebbe stato ordinato secondo il rito cattolico. «Ho recentemente appreso che, da alcuni mesi, presso abitazioni private site in particolare nei comuni di Cassino, Aquino, Piedimonte, Castrocielo e Pontecorvo si riuniscono fedeli cattolici per assistere a pratiche di culto presiedute da un sedicente ministro non appartenente alla chiesa cattolica né in comunione con essa.

Di conseguenza per preservare la verità della fede e per esercitare la sollecitudine di padre verso i fedeli della diocesi» ammonisce «quanti partecipano a tali pratiche di culto, perché siano consapevoli che esse non sono in comunione con la Chiesa cattolica. Se ne allontanino ed evitino che, persistendo nell'errore incorrano nel delitto di scisma, e di conseguenza nelle pene previste dalla normativa canonica per tale delitto, in particolare la scomunica "latae sententiae". Così stabilisce che la notifica sia affissa a tutte le porte delle chiese dei comuni dove maggiormente si esercita questo "culto" disconosciuto e sia «letta e spiegata dai sacerdoti delle chiese delle città menzionate al termine della celebrazione delle santissime messe. I fedeli che in altre comunità parrocchiali venissero a conoscenza di altri fatti simili sono obbligati in coscienza a darne notizia all'ordinario diocesano». Un ammonimento chiaro. Il fedele è avvisato…