Si rinnova la tradizione della benedizione degli animali sebbene con una festa bagnata e malinconica. L'amore di don Bruno Antonellis per Sora non è svanito con la sua morte e i sorani lo sanno. Si è conclusa ieri la due-giorni dedicata a Sant'Antonio nella chiesetta che sovrasta piazza Mayer Ross. In tanti, anche molti studenti, hanno voluto fare una passeggiata nella zona di Canceglie, tra i vicoli riqualificati del centro storico, per poi salire i gradini e arrivare nella chiesetta di Sant'Antonio, tanto cara al compianto don Bruno, scomparso meno di una settimana fa, i cui funerali si sono tenuti martedì scorso in una chiesa di Santa Restituta affollatissima e addolorata.

Don Bruno ci teneva molto alla ricorrenza di "Sant'Antòne". Infatti, proprio in suo onore, il programma dei festeggiamenti non ha subito variazioni ed è stato svolto regolarmente.
Così ieri mattina tanti sorani si sono dati appuntamento raggiungendo Sant'Antonio Abate, patrono degli animali, nella sua caratteristica chiesetta che domina Sora, con una visione da cartolina incantata, per ricevere la benedizione di don Mario Santoro che ha celebrato le messe e benedetto i fedeli insieme ai loro amici a quattro zampe. Durante le funzioni religiose è stato ricordato che la festa è stata resa possibile dal generoso impegno della parrocchia di Santa Restituta, del suo preposto, monsignor Bruno Antonellis appunto, e del comitato promotore per il restauro.

«Lo stesso comitato -conferma il segretario Sandro Rapini- ha lavorato in silenzio e con grande sacrifici, invitato con calore e determinazione l'intera città a collaborare alle iniziative per la raccolta dei fondi necessari per riportare agli antichi splendori uno dei luoghi più caratteristici di Sora, preso di mira dai vandali». E rinnovando l'appello ai fedeli per poter proseguire i lavori di ristrutturazione della chiesetta, Rapini ha svelato l'ultimo dono di don Bruno: un lascito per contribuire a queste spese.