Associazione per lo spaccio in via Bellini, la Cassazione conferma il quadro accusatorio. Per otto dei tredici arrestati, i difensori avevano proposto ricorso al Riesame contro l'ordinanza di custodia. Ricorso respinto. E ora la Corte di cassazione ha confermato la pronuncia.

Per la Cassazione, la ricostruzione indiziaria fa riferimento alla «gestione della piazza di spaccio da parte del sodalizio guidato dal Kercanaj che si occupava h24 del traffico di stupefacenti (prevalentemente cocaina) presso lo stabile di via Bellini attraverso una rete organizzata da corrieri (che si occupavano di trasportare anche quotidianamente lo stupefacente da Roma a Frosinone), vedette, custodi e spacciatori».
Un riferimento anche all'entità dei traffici con «gli approvvigionamenti di almeno 100 grammi al giorno di cocaina rivenduta in centinaia di dosi al giorno a soggetti non previamente conosciuti e contattati, con guadagni giornalieri di oltre diecimila euro», considerata «correttamente» nell'ordinanza. Si è fatto riferimento anche alla «copertura giornaliera» finalizzata al «sistematico soddisfacimento di un ininterrotto fabbisogno di una indeterminata platea di soggetti».

In settimana riprende il processo, con il rito abbreviato, avanti al gup Claudio Carini del tribunale di Roma. Sotto accusa ci sono gli albanesi Andrea Kercanaj, 41 anni, Orgest Mansi, 29, Harli Brahimi, 21, Renald Memajdini, 28, Fatmir e David Marian Nurce, 56 e 27, padre e figlio, i fratelli Enrie Alion Goxhaj, 24 e 21, nonchè i romeni David Marian Surdu, 27, Daniel e Ioana Alina Vacaru, 29 e 31, e le sorelle frusinati Simona e Roberta Paniccia, 36 e 32. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Angelo Bucci, Tony Ceccarelli, Alessandro De Federicis, Marco Maietta, Riccardo Masecchia, Pisani e Giampiero Vellucci.