E alla fine le previsioni pessimistiche di tanti sindacati e politici del territorio si sono rivelate essere più che fondate: il piano di investimenti di Fca sarà rivisto.
La Ciociaria è la prima vittima della manovra del Governo: il provvedimento targato Lega e Cinque Stelle mette in merito all'ecotassa rischia di far saltare il piano industriale di Fca e quindi la piena occupazione dello stabilimento. Questo significa che le versioni ibride di Giulia e Stelvio e il nuovo suv della Maserati che dovevano essere prodotte nel 2020 a Cassino, potrebbero subire variazioni e non ci sarà la piena occupazione, men che meno assunzioni. Ma solo cassa integrazione e possibili licenziamenti nell'indotto.

La doccia fredda
Il fulmine, a dire la verità non troppo a ciel sereno, è arrivato nel tardo pomeriggio di ieri direttamente da Detroit e ha colpito in pieno la fabbrica ai piedi dell'Abbazia. «Il piano di investimenti da 5 miliardi di euro previsto in Italia dal 2019-2021 sarà rivisto e quindi anche il piano di piena occupazione negli stabilimenti italiani entro il 2021». Lo ha detto Mike Manley, Ceo di Fca, parlando ieri in una tavola rotonda al salone dell'auto di Detroit. «Quel piano, ha precisato, fu pensato prima che l'ecotassa su auto di lusso e Suv venisse introdotta in Italia. Da allora il contesto è cambiato». Le reazioni dei sindacati e del mondo politico non sono tardate ad arrivare, mentre i parlamentari ciociari che siedono alla Camera e in Senato tacciono. E il loro silenzio, oggi più che mai, rimbomba forte.

Dov 'erano Lega e M5S?
Luca Frusone, Enrica Segneri, Ilaria Fontana, Francesco Zecchieri, Gianfranco Rufa e Francesca Gerardi, ovvero i parlamentari di Lega e M5S, non proferiscono parola. Il territorio rischia di impoverirsi, e questo sarà solo ed unicamente per colpa del Governo: eppure erano stati messi in guardia sul pericolo dell'ecotassa per Fca, ma non hanno fatto nulla per difendere il sito e le migliaia di lavoratori che ora rischiano lunghi periodi di cassa integrazione, e nell'indotto c'è il pericolo dei licenziamenti. 

Uilm e Fim sulle barricate
«Comprendiamo le motivazioni di Fca, ma noi non siamo disposti a mettere in discussione il piano industriale che ci è stato presentato a Mirafiori e che prevede 5 miliardi di investimenti dal 2019 al 2021. Quel che è certo è che faremo tutto il possibile per evitare che ciò accada». Sono le parole con le quali il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, commenta la notizia data dall'ad di Fca, Mike Manley, a Detroit, secondo cui il piano andrebbe rivisto a causa dell'Ecotassa. «Non possono essere i lavoratori a pagare le scelte del nostro governo, al quale abbiamo già più volte sollevato la questione chiedendo di rivedere il provvedimento», continua Palombella.
«Il governo deve sapere che le sue azioni hanno una ricaduta concreta su 260.00 lavoratori impiegati non solo in Fca, ma in moltissime altre imprese dell'automotive». conclude Palombella.
Gli fa eco Fernando Uliano della Fim-Cisl, che spiega: «La tassa sulle auto è un crimine verso l'occupazione del settore, il governo ritiri il provvedimento! I 5 miliardi di investimento di Fca non devono essere messi in discussione. Come abbiamo più volte abbiamo denunciato nelle ultime settimane, oggi con le dichiarazioni di Mike Manley Ceo di Fc, è successo quello che temevamo, la decisione governativa di tassare le auto a combustione in base alle emissioni di Co2, ha messo in discussione il piano industriale che ci è stato presentato il 29 novembre dai vertici di FCA».

La Fiom chiede unità
Dalla Fiom Michele De Palma argomenta: «La Fiom chiede alle altre organizzazioni sindacali l'avvio di un confronto unitario, e invita il Governo alla convocazione di un tavolo. La Fiom in assenza di garanzie per i lavoratori, deciderà nelle assemblee le iniziative da dover tenere per scongiurare i rischi sul futuro degli stabilimenti italiani», dichiara in una nota il responsabile automotive.