C'è forte attesa per conoscere quale sarà la scelta delle due insegnanti chiamate a riferire sui presunti maltrattamenti nell'asilo di via Zamosch. Ipotesi che hanno sostanziato la richiesta del pm Bulgarini Nomi di sospendere le due insegnanti per un anno: misura personale cautelare, questa, emessa poi dal gip Scalera. Le due maestre di 54 e 63 anni oggi potranno spiegare, rigettando ogni accusa. Oppure, potranno scegliere la via del silenzio, nulla è scontato.

Accompagnate dai loro legali (gli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola per una delle due) questa mattina dovranno confrontarsi con il dottor Roberto Bulgarini Nomi e spiegare cosa sia accaduto in quelle aule dove le telecamere di videosorveglianza piazzate dalla polizia hanno ripreso urla e minacce, punizioni "esemplari" riservate a piccoli di tre, quattro e cinque anni.

A "inchiodare" le due maestre, lo ricordiamo, proprio quanto acquisito dagli agenti della squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di Cassino, guidato dal vice questore Mascia. A mettere in moto l'attività delicatissima (e affatto conclusa) è stata la denuncia presentata dai genitori di uno degli alunni dell'asilo di via Zamosch: quei comportamenti strani notati nel piccolo, quel malessere improvviso ogni volta che si avvicinava l'orario di ingresso è bastato a far comprendere alla coppia che qualcosa non andava.

Sarà proprio questo il punto focale dell'intera inchiesta: tutti i genitori dei bambini iscritti nella stessa classe saranno ascoltati (come persone informate sui fatti) nei prossimi giorni. Non bisogna mai generalizzare, come ribadito con forza dai rappresentanti dei genitori della scuola finita nel mirino, ma il coinvolgimento di bambini (anche solo come spettatori passivi di una possibile violenza) rende necessario tenere alta la guardia.