È stato condannato a dieci anni per duplice tentato omicidio. Si tratta di Andrea Lattanzi, il 71enne di Sonnino che a inizio agosto del 2017 sparò a una coppia di vicini al culmine di una lite, ferendoli gravemente. Così ha deciso nella serata di venerdì il collegio del Tribunale di Latina presieduto dal giudice Valentini, aggravando la pena rispetto alle richieste del pubblico ministero Garella, che aveva richiesto otto anni e sei mesi. A poco è valsa la linea difensiva imbastita dall'avvocato difensore, Alessia Vita, che ha provato a far pendere l'ago della bilancia verso la difesa.

I legali delle vittime della vicenda che nell'estate 2017 squassò la calma delle ferie di molti sonninesi e non solo, hanno fatto valere la loro tesi, ossia che le modalità in cui sono stati esplosi i colpi lasciano pensare più a un'esecuzione che non a una difesa. Nello specifico, a sostenere le ragioni di Giuseppe Di Meo, ferito in più punti dai proiettili, è stato l'avvocato Michele Scognamiglio del Foro di Roma, mentre la sua compagna, Maria Grazia Bianchi, anche lei raggiunta da un colpo alla schiena, era difesa dall'avvocato Giovanni Battista Reali del Foro di Latina. La decisione del collegio dei giudici è arrivata dopo un dibattimento assai lungo e articolato e una camera decisionale che si è protratta per oltre un'ora.

I fatti, come detto, risalgono al primo agosto 2017, quando Lattanzi, tornato da Roma a Sonnino nella sua casa di via Volosca, in località Sant'Adamini, al culmine di una lite con la coppia di vicini con i quali, già in passato, per vecchie ruggini legate anche alla stessa proprietà, c'erano state delle accese discussioni, aveva perso la testa e, impugnando una pistola illegalmente detenuta (Kimar "mod.85", calibro 8 millimetri, modificata artigianalmente), ha fatto più volte fuoco contro Giuseppe Di Meo e Maria Grazia Bianchi.

Feriti gravemente entrambi, vennero trasportati in due ospedali di Roma, al San Camillo lui e all'Umberto I lei. L'anziano venne immediatamente fermato dai carabinieri della locale Stazione, coadiuvati dai colleghi della Compagnia di Terracina, e il gip Laura Matilde Campoli ne dispose l'arresto immediato.