Un sit-in sui rifiuti. Una protesta pacifica, ma ferma e decisa, di cittadini e ambientalisti per chiedere che venga velocizzato l'iter della bonifica del sito di via Spineto, già al centro di un'inchiesta della Guardia di Finanza e ancora sotto le lente degli inquirenti. L'iniziativa a firma di "#iCittadini PerlAmbiente", sostenuti da alcuni membri della Consulta del di Cassino, è nata per tutelare la salute pubblica. Per questo sabato alle 14.30 l'appuntamento è proprio sui rifiuti.

«Sabato saremo a Sant'Elia per chiedere fatti concreti sulla minaccia alla salute pubblica di questa bomba ambientale e sanitaria» hanno fatto sapere gli organizzatori, i "#iCittadiniPer lAmbiente", cheattraverso isocial hanno reso l'iniziativa virale. «Invitiamo tutti alla mobilitazione per far sentire forte la voce di chi qui vive e vuole restarci. È passato oltre un anno dalla fine del processo che si è concluso con l'obbligo per i proprietari di bonificare. Parte dell'area è stata già bonificata da un istituto bancario. L'altra parte (quella più consistente) ancora da bonificare, nonostante le richieste. Così il sito in questione hanno continuato gli organizzatori continua ad essere una bomba a orologeriala cui bonificaè incerta».

Tra le prescrizioni degli organizzatori, il divieto assoluto di insulti o incitazione alla violenza; quello di bandiere o striscioni politici e la presenza di associazioni politiche "camuffate" da gruppi culturali; l'assoluto impedimento di comizi politici. Durante l'inizia tiva anche un concerto a tema del noto chitarrista Cornacchia.

«Tra le richieste fondamentali - ha spiegato Grossi che insieme ad Avella e Altieri sostengono l'iniziativa con i cittadini -proprio quella di obbligare i proprietari a bonificare il sito; la cattura immediata del bestiame che pascola sui rifiuti; la profilassi a cui sottoporre l'alleva mento e, nel caso dovesse risultare contaminato, vietarne la vendita. E inserire il sito nell'elenco delle infrastrutture sensibili gestito dalla prefettura di Frosinone, affinché venga presidiato dall'esercito, in quanto potrebbe essere oggetto di incendio doloso che metterebbe a rischio, in un raggio di 30 chilometri, una popolazione di oltre 200.000 abitanti».