Addio tripla cifra: lo stabilimento Fca chiude il 2018 sotto le 100.000 unità e con un dato più vicino a quello degli anni della crisi, ovvero prima dell'arrivo di Giulia e Stelvio, che non al biennio 2016-2017 quando Cassino ha accelerato sempre di più con le produzioni. Andiamo con ordine e vediamo tutti i dati: come già evidenziato nei giorni scorsi, il mercato dell'auto in Italia è calato del 3,1%: il gruppo Fca ha perso circa il 10% e il marchio Alfa quasi il 5%. Andando a vedere nel dettaglio i singoli stabilimenti si evidenzia come per Cassino sia stato un "annus horribilis" con circa un terzo della produzione in meno rispetto all'anno scorso con recessione non solo in Italia. Per questo il 2018 è stato infatti l'anno in cui è ricominciata la cassa integrazione.

Tutti i dati
Vedendo i numeri nel dettaglio si evince come, rispetto al 2017, il sito pedemontano abbia perso il 26,7% chiudendo il 2018 a 99.154 unità,mentre l'anno scorso aveva raggiunto quota 135.263.
Meglio rispetto al 2016 quando aveva chiuso a 71.695, ma fino al 2016 c'erano solo Giulietta e Giulia (all'epoca da poco in produzione) sulle linee del sito pedemontano.
Quello che si è appena chiuso è stato dunque uno dei peggiori anni per la fabbrica ai piedi dell'abbazia. E il 2019, a causa dell'ecotassa inserita nella manovra del Governo, che dà bonus per le ibride e penalizza le auto inquinanti, non promette nulla di buono. I sindacati temono che l'effetto ecotassa possa costringere Fca a rivedere i piani e a Cassino potrebbero aumentare le ore di cassa integrazione. Ma sulle barricate sale anche il mondo politico. Dopo gli appelli del vescovo Antonazzo ai politici, il Pd con Fardelli e Iacovella torna ad alzare la voce e riesce a portare la questione Fca in Provincia.

Il Pd alza la voce
«La convocazione della direzione del Pd provinciale di Frosinone, con all'ordine del giorno il tema molto sentito della difesa dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano-Cassino, testimonia il grado di attenzione che, come rispettivi circoli, abbiamo voluto proporre alla politica provinciale del nostro partito» dicono i segretari dei circoli di Cassino e Piedimonte, Fardelli e Iacovella. E poi sempre i vertici locali dei dem aggiungono: «Abbiamo voluto coinvolgere dapprima tutti i circoli del Pd della provincia di Frosinone condividendo con loro un appello che ogni circolo locale ha reso, poi, proprio. Questo per difendere gli interessi del territorio dicendo chiaramente quali siano i rischi, gli effetti e le ripercussioni su Fca e sull'intera provincia alla luce dei provvedimenti del Governo a guida Lega-5 Stelle. Lo abbiamo fatto per dovere di informazione e perché girando diverse false notizie, anche on line, il cittadino deve essere informato correttamente. Abbiamo notato che, nonostante l'appello pubblico lanciato a mezzo stampa, il primo cittadino di Cassino non abbia ritenuto opportuno convocare la consulta dei sindaci del Cassinate per coinvolgere tutti i sindaci del territorio per un'azione comune a difesa degli interessi dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano-Cassino. La direzione provinciale di giovedì prossimo, con l'ausilio di tutti quei circoli che hanno aderito all'appello, vuole testimoniare che nonostante i tempi, la passione per la politica è viva, gli interessi a difesa del territorio sono prioritari e le battaglie devono essere fatte e condotte non per prendere qualche like sui social ma perché vanno a sensibilizzare le questioni reali dei cittadini.
Porteremo un contributo significativo durante i lavori della direzione e insieme ad altri segretari di circolo siamo pronti ad altre forme di impegno affinché la difesa dello stabilimento Fca non passi sottotraccia a differenza di chi ha avuto il coraggio di affermare pubblicamente "che tutto va bene". Bisogna avere il coraggio di dire come stanno le cose»