Dati anagrafici che confermano l'andamento nazionale: brusco calo nel numero delle nascite, addirittura drammatico se messo a confronto con il numero dei decessi.
Il dato è negativo: gli uffici comunali, che completano le statistiche generalmente entro fine gennaio, stanno elaborando i numeri con l'aiuto dei cervelloni elettronici e pare proprio che, rispetto ai circa 130 nati nel periodo 1 gennaio - 31 dicembre 2018, figurino nello stesso periodo ben duecentoquarantasei decessi.

I dati dell'anagrafe
Numeri da leggere ed esaminare con cura, quelli elaborati dall'ufficio coordinato dal capo settore, la dottoressa Maria Antonietta Salvatori. Il sostanziale "pareggio" registrato fino agli anni ottanta ha visto succedersi risultati altalenanti, fino al decremento democratico che fino a ieri veniva contenuto grazie alle nascite, abbastanza numerose, tra le coppie di stranieri venuti a vivere ad Anagni. Anche il dato generale sui residenti, e non poteva andare diversamente, fa quindi registrare un'importante flessione: i 21.650 residenti del 2011, calati a 21.404 nel 2017, sono
oggi meno di 21.250. Non è escluso che l'emigrazione di stranieri, che lasciano la città dei papi per tornare nel paese natio o per mancanza di lavoro, possa essere alla base della brusca frenata demografica.

I residenti stranieri risultano attualmente in numero di 1275, così suddivisi: 231 africani, 22 provenienti dalle Americhe, 98 di origine asiatica e 924 venuti dai paesi dell'Europa. Ci sono scuole, soprattutto i plessi periferici, che già risentono della carenza di iscrizioni e qualcuno di questi potrebbe essere costretto, un domani ormai prossimo, a chiudere i battenti. Mentre la politica parla su tutto e tutti, trascurando analisi serie e motivazioni realistiche, la nazione e la città dei papi invecchiano in maniera esponenziale, trascurando addirittura, male comune, la programmazione di strutture e organismi adatti alla nuova situazione sociale.