Piove sul bagnato. Nei giorni scorsi avevamo accennato a nuovi e funesti presagi che andavano addensandosi su Fiuggi sotto forma di cartelle esattoriali, relative ai canoni Imu per il periodo che va dal 2013 al 2016. L'uragano è arrivato. Albergatori, commercianti, ristoratori e titolari di bar si stanno vedendo notificare in queste ore "gli auguri di buon anno".

Tanto per fare alcuni esempi, gli alberghi tre stelle morosi, quasi tutti, sono stati chiamati a pagare cifre che vanno dai 70.000 ai 100.000 euro. Per i quattro stelle si è arrivati anche a 150.000 euro. Campa cavallo. Ma cosa vuoi spremere a chi già è stato spremuto oltre il limite della sopravvivenza? Il presidente di FederAlberghi Fiuggi e Provincia di Frosinone, Bruno della Morte, ha convocato per sabato prossimo alle 15 una riunione tecnica, prima di indire l'assemblea generale. Uscirne fuori non sarà facile oltre le forme di rateizzazione previste dal regolamento comunale.

Questo sulla scorta delle normative nazionali in vigore dal 2012/13, quando l'Imu fu chiamata a sostituire l'Ici. Quest'ultima valeva il 7,6 per mille con moltiplicatori di calcolo pari a 40 a totale disposizione del Comune. La nuova imposta, con moltiplicatore 60, fu interamente assorbita dal governo centrale e il Comune di Fiuggi fu costretto a portarla al 10,6 per mille onde evitare il dissesto economico e finanziario.

Tradotto in soldoni, su una rendita alberghiera di 100.000 euro l'Ici era pari a circa 23.000 euro e generava per le casse comunali circa 2,6 milioni di euro. Oggi l'Imu per la stessa rendita è vicina ai 90.000 euro; ciò nonostante al Comune resta meno di quanto garantiva l'Ici.

Questo calatelo in una realtà economica devastata come quella di Fiuggi e vedrete che qui l'evasione fiscale c'entra come i cavoli a merenda. Nessun albergatore può sopravvivere a una pressione così forte se sommata alle altre tasse e utenze. Infatti in molti già viaggiano a tappe spedite verso il Tribunale di Frosinone, sezione fallimentare.

C'è chi propone una revisione degli estimi catastali, comunque una omogeneità di trattamento. Anche qui però i rumors sono tutt'altro che rassicuranti. All'esito in molti casi potrebbero persino trovarsi davanti a rendite catastali ancora più alte. Tutto questo grazie anche a chi ha governato Fiuggi. In altri tempi il Comune avrebbe potuto tranquillamente rinunciare a quel 3 per mille (il 25% dell'intera imposta), oggi non è in grado di rinunciare neanche a un euro.