Eurozinco, gilet gialli e Grand Hotel: due pesi e due misure? Inizia l'anno della riscossa per gli ex lavoratori di Eurozinco, affatto disposti a restare spettatori di una situazione che li vede penalizzati nel mancato riconoscimento dei loro diritti.

La ricostruzione
La cessione in locazione dell'enorme piazzale lastricato che circonda i capannoni produttivi e i magazzini, viene osservata e criticata dai lavoratori, che non hanno mai nascosto le perplessità sorte all'inizio dell'utilizzo degli spazi quale rimessa per migliaia di vetture (soprattutto Mercedes e Smart) destinate a leasing e alla cessione a terzi.

Il dubbio che si voglia perseguire lo smantellamento del sito, frazionandolo e rendendolo man mano poco idoneo ad attività produttiva, ha preso vigore all'indomani della vendita dell'appezzamento di oltre cinque ettari confinante con il resto della proprietà aziendale e con il piazzale locato come parcheggio.
Gli oltre settanta lavoratori, insistendo nella richiesta di destinare parte della somma incassata (982.000 euro) alla soddisfazione degli operai, aggiungono. «Come mai viene considerato normale, anzi positivo, il fatto di affittare il piazzale a una società che addirittura ha piazzato la propria insegna all'ingresso del sito, mentre in altre analoghe situazioni viene utilizzato il principio opposto?».

Il riferimento, poi spiegato, è alla vicenda del Grand Hotel Palazzo della Fonte di Fiuggi. In questo caso, infatti, il custode dei beni sta insistendo nel bloccare le attività della struttura, liberandola da cuochi, camerieri ed addetti, asserendo che una volta svuotata sarà più facile procedere alla vendita. I lavoratori ex Eurozinco insistono. «Siamo dinanzi a due pesi e due misure, quindi. Se la presenza di un fruitore vanifica i tentativi di vendita di un bene, non vale anche per Eurozinco?». Gilet gialli in preparazione, questa infatti l'iniziativa ispirata dalle proteste francesi che potrebbe riguardare a breve i settanta operai dello stabilimento