Obiettivo sicurezza stradale. Vita più difficile per gli automobilisti che, in autostrada, non rispettano i limiti di velocità imposti dalla legge. Dovranno, infatti, alzare il piede dall'acceleratore, oltre che per la propria sicurezza e quella altrui in primis, anche per non incorrere nelle sanzioni previste. Sono stati, infatti, attivati undici nuovi tutor (sistema per la misurazione della velocità) in otto autostrade diverse.

La panoramica
Si tratta di duecentonovanta chilometri. Tra questi anche quelli ricompresi nell'A1. E, nello specifico, tra i nuovi tratti autostradali con il tutor attivato anche quello che riguarda da vicino la provincia di Frosinone e che va da San Vittore a Caianello, direzione sud. Tra i tratti controllati con questo sistema anche San Vittore-Cassino, Cassino-Pontecorvo e Colleferro-Valmontone (direzione nord). A luglio erano stati riattivati complessivamente ventidue tratti. Oltre a quello già evidenziato (San Vittore-Caianello, direzione nord), i nuovi tutor attivati sono dieci: sulla A10 fra Albisola e Celle Ligure (direzione est); sulla A1 fra Badia e Firenzuola e fra l'allacciamento per Roma Sud e Colleferro (direzione Sud); sulla A14 tra Faenza e Forlì (direzione sud), fra Cesena e Valle del Rubicone (direzione Sud) e fra Valle del Rubicone e Rimini (direzione sud); sulla A16 fra Monteforte e Avellino Ovest (direzione est); sulla A30 sull'allacciamento A1 per Nola (direzione sud) e tra Sarno e Nocera-Pagani (direzione Sud); sulla A26 tra tra Masone e Massimorisso (direzione sud).

Il sistema
Il sistema tutor, introdotto nel 2004 e attivo per 2.500 chilometri autostradali in Italia, era stato stoppato nello scorso maggio.
A differenza dell'autovelox, che misura la velocità istantanea dei veicoli al passaggio in un punto esatto della sezione stradale, il tutor è in grado di misurare la velocità media di un veicolo che percorre un tratto di strada compreso tra due stazioni di rilevamento lontane anche diversi chilometri. Questo per fornire una misura attendibile e incontestabile per rilevare le infrazioni. Da luglio, dopo lo stop, ci sono quelli di ultima generazione, denominati Sicve Pm. Ovvero Sistema informativo per il controllo della velocità plate matching. Questi sono più sofisticati, veloci e sicuri nella rilevazione dei dati.
Si parla di una nuova tecnologia in grado di confrontare non la soltanto targa del mezzo, ma l'intera immagine. E, nello specifico, anche i tratti distintivi dell'autoveicolo che consentano di identificarlo in maniera univoca.

L'intervento
«L'introduzione del nuovo sistema tutor e di sempre più tratte di suo utilizzo è un'ottima notizia per la sicurezza stradale - ha sottolineato il prefetto Roberto Sgalla, direttore di tutte le specialità della polizia. Auspichiamo che venga installato in tutti i tratti dove gli indici di incidentalità e mortalità sono alti».