Come stabilito, ieri mattina intorno alle 9 la dott.ssa Fabiola Luciani, accompagnata da alcuni agenti di un istituto privato di vigilanza e da un fabbro, si è presentata davanti ai cancelli del Grand Hotel Palazzo della Fonte di Fiuggi con il preciso scopo di procedere all'estromissione dalla gestione della società, che oggi ne garantisce il funzionamento e quindi il mantenimento dei livelli occupazionali.

Ad attenderla, davanti ai cancelli, i lavoratori, una novantina in tutto. Stretti intorno ai lavoratori il vice sindaco di Fiuggi Marina Tucciarelli, l'assessore al bilancio Rachele Ludovici, ai lavori pubblici Marco Fiorini e la consigliera di maggioranza Simona D'Adamio. Presenti anche diversi albergatori di Fiuggi guidati dal presidente di Feder Alberghi Fiuggi e Provincia di Frosinone Bruno Della Morte.

Vista la difficoltà di procedere alle operazioni di estromissione, limitandosi alla constatazione dei fatti, il custode giudiziario ha proceduto alla stesura del verbale di rito raccogliendo le dichiarazioni dei legali della società presenti alle operazioni. La stessa Fabiola Luciani ha annunciato che procederà a nuovo tentativo senza indicare la data. Aspetto, questo, contestato dai legali della società.

Questa la fredda cronaca
Dentro tutto ciò vanno registrati momenti di sconforto tra i dipendenti presenti quando il custode ha annunciato, per poi desistere, che avrebbe autorizzato il fabbro al suo seguito a forzare i cancelli. La società di gestione ha più volte ribadito che in itinere esisterebbero due procedure giudiziarie separate, una riguardante una proposta di concordato preventivo e un'istanza di fallimento, che di fatto, a loro dire, potrebbero sospendere la procedura per la quale ieri la dott.sa Luciani era presente a Fiuggi, comunque più volte ribadendo che in questa fase sarebbe stato opportuno attendere e quindi rimettersi ad eventuali e nuove determinazioni del Tribunale di Frosinone, anche in considerazione del fatto che i dipendenti dell'albergo sarebbero rimasti senza un lavoro.

Su tutto e tutti, infatti, la rabbia di 140 padri e madri di famiglia che rischiano il licenziamento. Nei loro occhi un film fatto di anni e anni di sacrifici, di speranze e di mille interrogativi su quello che sarà il loro futuro occupazionale. Sentimenti condivisi, anche se da prospettiva diversa, da tutti gli operatori economici locali presenti e non, perché consapevoli che un'eventuale chiusura del Grand Hotel Palazzo della Fonte significherebbe un danno grave e irreparabile per la già devastata economia fiuggina.

Questa non è una vertenza come le altre, lo si capisce dall'aria che si respirava ieri. Chiudere il Grand Hotel Palazzo della Fonte, al di là di tutti gli adempimenti formali delegati a una commercialista, equivale ad ammainare la bandiera di un intero territorio. Per questo a Fiuggi nessuno si rassegnerà mai ad una ipotesi che deve essere scongiurata con ogni mezzo, da tutti, perché il Grand Hotel Palazzo della Fonte è di tutti. Gli uomini passano e simboli restano e con essi la storia, la cultura e la civiltà dei popoli e non c'è denaro che tenga.