Inquinamento alle stelle durante il periodo natalizio nella città di Cassino. Nonostante il blocco del traffico, anche nella giornate del 26 dicembre le Pm10 hanno superato il limite consentito di 59, schizzando a quota 56.

Il provvedimento
Ma la limitazione al traffico ha certamente contribuito a calmierare le polveri che nei due giorni precedenti il Natale hanno addirittura superato quota 100.
E al 26 dicembre, ultimo giorno disponibile in cui sono state rilevate le Pm10, ovvero a cinque giorni dalla fine dell'anno, sono 32 i giorni di sforamento nel corso dell'anno. Il limite consentito è di 35. Questo significa che se ieri e oggi e almeno due dei prossimi tre giorni sarà ugualmente sforato il limite di 50, potrebbe scattare la denuncia al sindaco per non aver tutelato la salute dei propri cittadini.

L'attacco degli ambientalisti
A mettere in guardia il primo cittadino è l'ambientalista Edoardo Grossi, che parla di «panettone al veleno» e argomenta: «Chiedo, in qualità di membro della Consulta dell'Ambiente del Comune di Cassino, le dimissioni immediate di amministrazione e Consiglio Comunale di Cassino. Né amministrazione né opposizione hanno tutelato la salute dei cittadini.

Ci sono stati cinque consecutivi di sforamento di Pm10, senza che sia stato messo in atto nessun piano di prevenzione così come impone la legge: il 19 dicembre ( 89 µg per m3 ), il 20 dicembre ( 118 µg per m3 ), il 21 dicembre ( 62 µg per m3 ), il 22 dicembre ( 111 µg per m3 ), il 23 dicembre ( 105 µg per m3 ). Nessun blocco del traffico sempre per favorire alcune categorie a discapito di tutti, specialmente bambini. Il Pm10 costituito dalle polveri di 10 micron di grandezza vengono spruzzate dal traffico automobilistico nei nostri polmoni come aerosol in alcuni casi nel 70 percento e non come vogliono far credere alcune categorie che la colpa è del riscaldamento che è solo del 7 per cento. Il Pm2,5, la nanopolveri sono invece immesse nell'atmosfera da riscaldamento e industrie, è una minima parte, viene immesso dalle auto.  Pertanto bloccando il traffico, in questo periodo avrebbe abbassato di molto le polveri sottili. Ma la priorità dell'amministrazione è il profitto di pochi e non la salute di molti».

Il fronte politico
Il sindaco D'Alessandro, intanto, oltre a difendersi dalle accuse degli ambientalisti, deve fare i conti con quanto sta accadendo all'interno della sua maggioranza.
Da una parte c'è chi insiste nell'aprire nuovamente alla Lega, dall'altra chi vorrebbe un patto di "non belligeranza" con alcuni esponenti dell'opposizione.
In primis Sebastianelli che, tra il serio e il faceto, si era detto disponibile a rientrare in maggioranza se Evangelista fosse stato nominato assessore.
Ma D'Alessandro indugia ancora nel nominare l'assessore perchè sa bene che la nomina di Evangelista non concordata con il capogruppo di Forza Italia rischierebbe di compromettere definitivamente il rapporto con gli azzurri e visti i numeri già risicati in assise, è questo un lusso che il sindaco non può permettersi.

La nuova assise
Il peggior cruccio da sei mesi a questa parte sono i numeri, che rischiano di far saltare altri consigli comunali ma pure i nervi. Non si trova mai una quadra che possa davvero far respirare quell'aria di unità tanto sbandierata al momento del ritiro delle dimissioni da parte del sindaco. Ogni volta, un nuovo litigio, una incomprensione, una diversità di vedute e saltano i ponti.
Già oggi rischia di andare nuovamente sotto nella votazione sulla variante urbanistica (ma non sulle variazioni di bilancio, almeno dalle dichiarazioni di intenti e di unità): salvo difatti "aiuti" da parte dell'opposizione, non ci sono i 13 voti necessari per approvarla perchè Valente e Chiusaroli con buona probabilità non parteciperanno al voto. E quindi ogni scenario è aperto.

Gli scenari
Sebbene il sindaco stia già scrivendo la relazione per la conferenza stampa di fine anno, che terrà propababilmente nella mattinata del 31 dicembre, è altrettanto vero che solo pochi giorni fa aveva ammonito che il 28 dicembre era l'ultima chiamata: o si marciava uniti, oppure a maggio tutti alle urne. Più che un ultimatum un ennesimo penultimatum perchè appare ormai chiaro che quello delle dimissioni è uno spauracchio solo per calmare qualche giorno i consiglieri ribelli. Ma se il sindaco vorrà invece essere coerente con quanto dichiarato, se questa sera non avrà i numeri dovrebbe rassegnare le dimissioni. E annunciarle, in modo irrevocabile, nella conferenza stampa di fine anno.

Altrimenti potrà legittimamente decidere di continuare a discutere con i suoi consiglieri all'interno del Palazzo. Mentre la città, fuori, attende risposte concrete. Ed è certamente poco appassionata agli equilibri interni della maggioranza, alle "correnti" di Forza Italia. Così se a Natale il panettone è stato amaro, a Capodanno si prospettano fuochi d'artificio. Gli equilibri appaiono più inesistenti che precari e tengono, ogni volta, tutti col fiato sospeso. L'appello in aula è sempre una scommessa e le opposizioni, pur divise al loro interno, hanno gioco facile nel ritrovarsi unite in funzione anti-D'Alessandro. I consigli comunali sono sempre al cardiopalma con tensioni e interventi ogni volta pungenti, determinati, strategici. Ultime due tappe di un difficilissimo 2018, dunque, per capire qualcosa in più: l'assise di questa sera con presenti e assenti e la relazione di fine anno.