La scomparsa di Marina Arduini rimane un giallo irrisolto, senza colpevole. Archiviata definitivamente l'inchiesta a carico dell'imprenditore di Alatri A.C., che era stato accusato di omicidio e occultamento di cadavere, e della donna F.Q., quest'ultima indagata per favoreggiamento. Dopo le nuove tre istanze di archiviazione sollecitate al gip Ida Logoluso da parte del procuratore Giuseppe De Falco, sul tavolo del magistrato c'era l'ultima richiesta di opposizione inoltrata dagli avvocati Gennaro Gadaleta e Nicola Ottaviani per gli Arduini.

Il caso è chiuso e l'imprenditore alatrense, difeso dall'avvocato Giampiero Vellucci, esce di scena. L'avvocato della famiglia Arduini, Gennaro Gadaleta, aveva insistito sulle richieste già fatte a novembre nella precedente opposizione. Ovvero proseguire nella ricerca tra i cadaveri non identificati sulla falsariga del lavoro già fatto dal consulente incaricato dal procuratore De Falco. Inoltre, aveva chiesto che fosse risentita «su alcune specifiche domande», come persona informata sui fatti, la dipendente di una società romana per la quale Marina Arduini teneva la contabilità.

Dal canto suo, l'avvocato Giampiero Vellucci, aveva insistito sul fatto che gli ulteriori accertamenti non avevano prodotto un miglioramento dell'impostazione accusatoria. E che, comunque, le altre attività, dalle verifiche sui cadaveri non identificati all'ascolto di altre persone non avevano alcuna incidenza sulla posizione dell'indagato. Il quale, dal canto suo, ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda.

E sui cadaveri su cui si era focalizzata l'attenzione, per quanto riguarda il teschio umano ritrovato su una spiaggia in Campania, a settembre del 2007, è emerso che il profilo genetico dei resti, confrontato con quello della scomparsa, non ha rivelato alcuna compatibilità genetica; mentre per il cadavere di sesso sconosciuto rinvenuto in una pineta nel Lazio ad inizio del 2008, le indagini svolte hanno consentito di verificare che lo stesso era di sesso maschile.

La scomparsa

Il 19 febbraio 2007 Marina esce per l'ultima volta di casa. Da allora è mistero fitto. Più volte, negli anni, le indagini sono state aperte e chiuse. La famiglia Arduini non si è mai arresa e più volte ha chiesto la riapertura del caso, anche quando la prima indagine all'epoca della sparizione non aveva portato a nulla.
Stando a quanto emerso il giorno della sparizione, la commercialista sarebbe dovuta andare in Questura a denunciare una truffa della quale era rimasta vittima.

Qualcuno, spacciandosi per lei, aveva acceso un finanziamento da tredicimila euro per l'acquisto di sanitari e piastrelle. Marina l'aveva scoperto quando, a casa, le era arrivato l'avviso per il pagamento della prima rata di 288 euro. Ma anche da questa pista non è emerso nulla di concreto.
Nel corso degli anni tanti gli appelli anche nelle trasmissioni televisive, anche a "Chi l'ha visto?". La famiglia Arduini non si è mai arresa. Tante anche le fiaccolate con grande partecipazione di amici e parenti.

E per undici anni non aveva mai smesso di sperare di poter riabbracciare la figlia neanche la mamma di Marina, la signora Gina Di Pofi, che purtroppo è venuta a mancare ad aprile di quest'anno. L'ha cercata, ha continuato a sperare di conoscere la verità sulla scomparsa della sua amata Marina. Ha fatto sentire il suo "grido" anche nelle trasmissioni televisive dove ha rivolto tanti appelli. Ma purtroppo è morta senza sapere che fine ha fatto sua figlia, senza conoscere la verità. Quella verità che resterà un mistero.