Eurozinco, ora arrivano i "gilet gialli". Dopo la vendita del lotto "area esterna, piazzale industriale, formata dai diversi terreni" della superficie di 52.600 metri quadrati e l'incasso in fieri della somma di 982.000 euro, i lavoratori non solo reclamano i loro finora disattesi diritti, ma fanno le pulci a una situazione che, a loro dire, merita sicuramente una particolare attenzione.

A detta dei loro portavoce, con la vendita del materiale per zincatura presente nelle vasche e l'assegnazione di altri lotti già ceduti, sarebbe stata ricavata una grossa somma, della quale sarebbero state loro riservate solamente le briciole.
Intenzionati a farsi sentire, gli ex lavoratori dell'Eurozinco puntano il dito anche sulla locazione del piazzale principale che, ceduto temporaneamente a una società per riporvi un enorme quantitativo di automobili, dimostrerebbe che «qualcosa non va».

Pare infatti che, dopo la bocciatura da parte del Suap (lo Sportello unico delle attività produttive del Comune) della Scia presentata per ben due volte, la terza istanza mostrerebbe le medesime lacune, finendo a breve ingloriosamente come le richieste precedenti. Dal palazzo comunale sussurrano che lo stesso Consorzio industriale non avrebbe finora autorizzato l'utilizzo del piazzale per usi diversi dalla destinazione originale, circostanza che, se confermata, avvalorerebbe la tesi della stranezza. Intanto prosegue la mobilitazione e i lavoratori arrabbiati starebbero organizzando una specie di rivolta dagli esiti imprevedibili.

Il teorema, secondo la loro spiegazione, è di una elementare quanto terribile ovvietà: senza la possibilità di utilizzare i piazzali, verrebbe meno qualsiasi tentativo di riavviare l'attività industriale e ogni diversa operazione (leggasi: locazione) suonerebbe come i rintocchi della campana funebre. Non è peregrina la domanda: se la locazione dura solamente per alcuni mesi, a che pro avviare una procedura autorizzativa costosa e dagli esiti affatto scontati? Intanto i negozi anagnini stanno esaurendo le scorte di gilet gialli.