Mentre Esperia ancora non riesce a credere che la morte ancora una volta ha scelto le belle valli contornate dai monti Aurunci per prendersi "un ragazzo d'oro" come Placidino Villani, questa mattina dalle nove si terrà l'autopsia disposta nella giornata di mercoledì dall'Autorità Giudiziaria sul corpo del povero trentunenne deceduto in località Selvi mentre si preparava a vivere una battuta di caccia con i suoi amici. Dopo l'esame autoptico, molto probabilmente in questo fine settimana, la salma sarà restituita alla famiglia che potrà procedere alle esequie funebri.

Gli inquirenti, intanto, cercano di ricostruire dettagliatamente cosa sia avvenuto mercoledì intorno alle undici. Placidino Villani voleva vivere una battuta di caccia con gli amici con cui condivideva la stessa passione. Secondo quanto è stato possibile appurare finora, il giovane operaio Fca, sposato e padre di una bimba di quattro anni, aveva appena parcheggiato la sua automobile in uno spiazzo in località Selvi e aveva appena fatto scendere la sua piccola muta di cani da caccia. Intorno a lui, impegnati nelle stesse operazioni, gli altri cacciatori.
A quel punto qualcosa deve essere andato storto. E si è consumata la tragedia.

Placidino deve aver messo, molto probabilmente, un piede in fallo, quindi è inciampato e nella caduta deve aver azionato il fucile già carico e pronto per essere usato, che stava per imbracciare. Un errore fatale: sarebbe partito un colpo, sufficiente per ucciderlo. Una ricostruzione nelle mani dei carabinieri della compagnia di Pontecorvo tutta da definire. Ancora sotto shock gli amici che hanno assistito impotenti alla tragedia