Un ragazzo bravissimo; tutto casa, lavoro, famiglia, l'amore per la moglie e la sua bambina di pochi anni, che adorava, e la caccia. Sì, proprio la sua grande passione, che ieri ha riservato a Placidino l'incontro con la morte, sui luoghi che conosceva alla perfezione, le sue amate montagne.

La comunità di Esperia è rimasta sconvolta dalla notizia della morte del giovane operaio della Fca: in paese tutti lo descrivono come un ottimo ragazzo, di famiglia rispettosa e rispettata. Forte lo sgomento del sindaco Giuseppe Villani: «Non ci sono parole per spiegare la tragica fatalità che ieri mattina ha causato la morte di Placidino. Ci stringiamo attorno alla sua famiglia» ha detto commosso.

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La morte tragica del trentenne è andata ad accrescere il triste elenco tristemente inaugurato ad agosto: sei mesi e sei morti in condizioni tragiche, incidenti ma anche tristi storie familiari che hanno richiamato i riflettori mediatici: in particolare il 21 agosto, quando si consumò l'omicidio-suicidio in casa Paliotta con il ferroviere che prima uccise i suoi due figli e poi si tolse la vita. Ancora un'arma ieri mattina ha rimbombato nelle belle valli di Esperia, seminando ugualmente sangue e dolore.

Muore sui suoi amati monti, raggiunto da un colpo d'arma da fuoco all'addome. Placidino Villani - 30 anni di Esperia - ha perso la vita ieri mattina, tra le rocce in località Selvi, ad Esperia, una zona tanto impervia da raggiungere che per recuperare il corpo senza vita del trentunenne si è reso necessario l'intervento degli operatori del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico.

Placidino Villani, appassionato di caccia e amante della natura, aveva raggiunto uno spiazzo in località Selvi dove, fatti saltare giù dall'auto i suoi cani, aveva iniziato a percorrere quei sentieri duri e meravigliosi. Non era certo la prima volta che il trentunenne prendeva parte a una battuta di caccia al cinghiale: con i suoi amici, avevano tante volte calpestato le strade di montagna facendosi largo tra arbusti, alberi antichi e dirupi in cerca della preda da scovare scrutando una foglia vibrare, un arbusto muoversi, un'ombra confondersi tra quelle create dal sole che a stento vi fa capolino.

Ieri, poco prima delle 10.30, Placidino è stato raggiunto da un colpo di fucile all'addome: in base a una prima ricostruzione dei fatti, il colpo sarebbe partito accidentalmente proprio dal suo fucile. Potrebbe aver forse messo un piede in fallo, perdendo l'equilibrio prima che il colpo lo raggiungesse a un braccio e poi all'addome. Una ricostruzione, questa, ancora sommaria - nelle mani dei carabinieri della Compagnia di Pontecorvo - tutta da definire.

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Gli amici che erano con lui, ascoltati fino a tardi, non hanno potuto salvarlo in alcun modo: quel colpo purtroppo è risultato fatale. Sarà adesso l'autopsia a stabilire con maggiore precisione le cause del decesso, confermando l'ipotesi iniziale: a stroncare il giovane un terribile incidente di caccia.


di: Carmela Di Domenico