La sentenza è arrivata dopo sette anni dall'infortunio che l'ha portata in poco tempo per la seconda volta in sala operatoria. Parte lesa, una donna di Cassino di 54 anni dipendente (allora) di una ditta specializzata nella preparazione e distribuzione di pasti per le mense. La signora, dopo un delicato intervento all'ernia, era stata ritenuta idonea al lavoro ma non in grado di sollevare pesi superiori ai 10 chilogrammi. Ma nel 2011, durante il sollevamento di una cassetta piena di pasti pronti da caricare per il trasporto, la cinquantaquattrenne subì la rottura di un mezzo di sintesi applicatole tra le vertebre: prima il ricovero in ospedale e poi il secondo intervento.

E l'apertura di un contenzioso, affiancata dagli avvocati Mosè De Rubeis e Marco Mattia, durato sette anni. Nei giorni scorsi, almeno dal punto di vista penale, la questione si è definita: condannato il legale rappresentante della ditta (con sedi in tutta Italia) a quattro mesi di reclusione, pena sospesa. Condannata anche la società che dovrà risarcire il danno alla sua (ex) dipendente secondo quanto verrà stabilito in separata sede, attraverso un giudizio civile.