Il classico quarto d'ora accademico di ritardo. Poi arriva in aula magna, come sempre in maniche di camicia, più attento alla forma che alla sostanza. Parla in piedi, al centro dell'aula più importante del Campus Folcara. Davanti ai suoi occhi, in platea, le donne e gli uomini del personale docente e tecnico-amministrativo. Al suo fianco, il suo braccio destro: il direttore generale Antonio Capparelli. Lui, Giovanni Betta, con l'ottimismo che lo contraddistingue, riesce finalmente a dare la notizia che da sempre avrebbe voluto dare. E, da napoletano doc, lo fa in dialetto, citando Troisi: «Abbiamo fatto 'o miracolo!». Parte la standing ovation, arrivano complimenti e incoraggiamenti.

Il rettore, però, con la modestia che lo contraddistingue, non si limita ad incassare gli applausi, ma anzi argomenta: «È stato veramente un miracolo. Ma è stato possibile perchè ognuno di noi ha fatto il suo. Perchè in questi due anni nessuno si è mai tirato indietro. Perchè l'ateneo è stato più vivo che mai con iniziative continue».
Un plauso particolare lo ha riservato alla comunità degli studenti che, nonostante i tagli subiti ha dimostrato massimo attaccamento e serietà, collaborando con la governance.
Un ringraziamento speciale è andato al direttore Capparelli: «Quando abbiamo scoperto il maxi debito lui era arrivato da appena due mesi. Se avesse deciso di fare un passo indietro lo avrei senz'altro compreso. Invece ha avuto il coraggio di restare ed è soprattutto grazie a lui se oggi siamo riusciti ad uscire da questo tunnel tremendo».

Il Dg ha giocato di sponda e tra il serio e il faceto ha chiosato: «In tanti anni di carriera mi era capitato di tutto, ma il mancato versamento dei contributi mai. Ho arricchito il mio bagaglio professionale con questa esperienza». Poi il rettore Betta riprende in mano il microfono e si fa serio: «Oltre ai mancati contributi abbiamo scoperto molte altre situazioni andando a scavare».
Ma ora -è il messaggio che manda il rettore Betta a docenti e dipendenti- è il momento di guardare avanti. Inizia una nuova era. Domani il senato accademico e il Consiglio d'Amministrazione daranno il via al primo bilancio finalmente senza più debiti. Ma la situazione -ha messo in guardia il rettore- resta comunque attenzionata: il Ministero infatti "scalerà" gli oltre 22 milioni dati all'Unicas chiamata a coprire un maxi buco di 35 milioni di euro decurtando l'importo direttamente dal Fondo di Finanziamento Ordinario per dieci anni, così prevede il piano di rientro. Ma l'importo ogni anno sarà diverso. L'Unicas -si compiace inoltre il rettore- è stata brava nel saper dialogare sia con il precedente governo che con l'attuale, affrontando anche il lungo periodo di vacatio durato circa sei mesi.

L'esodo dei 55
Il minor introito dell'FFO sarà colmato da un risparmio di oltre 4 milioni di euro grazie alla mobilità ala quale hanno aderito ben 55 docenti: un plauso e un ringraziamento è andato a tutti loro, in particolar modo a Recinto che anche una volta trasferito ha continuato ad adoperarsi per l'Unicas. La comunità accademica ha fatto quadrato con il rettore.
Il professore Marco De Nicolò ha spiegato che questo deve essere un punto per una nuova ripartenza e a tal proposito Betta ha annunciato: «Presto forniremo a tutti il logo per i 40 anni dell'ateneo, mi piacerebbe vederlo in tutte le iniziative che verranno fatte nel corso del 2019 quando, appunto, ricorre il quarantennale dell'Unicas».

La festa
E in vista del 2019 e del quarantennale, ora che il maxi debit oè archiviato, è tempo di festeggiare. Il segretario Francesco Cuzzi nell'assemblea di ieri si è molto complimentato con il rettore Betta e con il direttore generale a cui ha chiesto una testimonianza di come ha vissuto la vicenda. Ha inoltre chiesto lumi relativamente alla programmazione e alla verticalizzazione per il personale tecnico amministrativo mentre per i docenti ha chiesto come si procederà con le progressioni.