Il forno crematorio non si farà. A comunicare la decisione su un progetto che ha suscitato fortissime polemiche in città è stato il sindaco Anselmo Rotondo. Lo ha fatto attraverso un video con cui nel tardo pomeriggio di ieri ha voluto spiegare il perché del progetto e cosa lo ha indotto a dire "stop". Una decisione che mette così fine a una settimana di intense polemiche con prese di posizione quotidiane di politici e cittadini.

Il progetto era stato approvato qualche settimana fa dalla giunta comunale che aveva dato il via alla valutazione di tre proposte di project financing per la costruzione di un forno crematorio che erano arrivate in Comune. «In questi anni non abbiamo mai pensato alla realizzazione di un forno crematorio - ha affermato il sindaco Anselmo Rotondo - Ma sono arrivate all'attenzione dell'amministrazione tre richieste da parte di altrettante società.

Abbiamo semplicemente dato la possibilità di valutare questi progetti e a una delle società, attraverso un project financing, la realizzazione del forno. C'era, o poteva esserci, la necessità di un simile progetto perché il cimitero si sta allargando sempre di più e, a oggi, non abbiamo più la disponibilità di terreni».

Le polemiche
Ma una volta divulgato l'avvio della fase di studio delle proposte progettuali arrivate in municipio si è sollevato un vero e proprio vespaio di polemiche. Cittadini, associazioni e politici sono saliti sulle barricate manifestando apertamente, come mai accaduto prima in questi ultimi anni, le proprie preoccupazioni e la contrarietà alla realizzazione del forno crematorio attraverso delle proposte di raccolte firme e assemblee di condominio straordinarie.

«In questi giorni sono state montate polemiche pretestuose da parte dell'opposizione che ci ha voluto mettere in cattiva luce – ha aggiunto il sindaco - La cosa mi interessa poco, perché nel 2015 la stessa opposizione poteva dire "no" ad attività insalubri sul territorio e, invece, decise di astenersi. Ciò che mi interessa, invece, è la pubblica comunità e ogni singola persona di Pontecorvo, ogni singolo stato di salute delle famiglie pontecorvesi. Mi sta a cuore non solo per il mio ruolo di amministratore, ma anche per il lavoro che faccio».

Il sondaggio
E così il primo cittadino ha deciso di attivarsi direttamente per capire quale fosse l'orientamento della città su questa progettualità. «Sentendo il sentimento della comunità che attraverso la stampa e i social ha iniziato ad allarmarsi, in questa settimana, anche se non lo sa nessuno, ho chiamato una società di sondaggi che telefonicamente ha contattato diverse centinaia di pontecorvesi - ha spiegato Anselmo Rotondo - E questo sondaggio ha determinato una netta contrarietà del popolo pontecorvese a questo eventuale progetto. Perché, oggi, è solo nella carta e non c'è nulla di definitivo.

Ma a me interessa la comunità pontecorvese (ricordo che noi siamo stati i primi a dare la delega alla partecipazione popolare) e non voglio essere ricordato un giorno come colui che potrebbe aver indotto anche un solo caso di neoplasia. Sono certo di quello che ho detto in questi giorni, cioè che l'impatto ambientale è pari a zero, ma rispetto le convinzioni e le opinioni dei cittadini».

La decisione finale
L'esito del sondaggio, unito alle preoccupazioni manifestate in questi giorni dagli stessi cittadini ha portato il sindaco ad assumere una decisione definitiva: «Un progetto del genere che crea preoccupazione nelle famiglie mi porta a riflettere attentamente. Non posso prendere decisioni così importanti senza valutare e prendere in considerazione quella che è la volontà popolare.

Questa si chiama democrazia e partecipazione alla macchina amministrativa. Per questi motivi ho deciso, ascoltando tutti, di bloccare il progetto del nascituro forno crematorio. A oggi mi sento di dire che la vostra volontà rispetto al nascituro progetto è predominante. Non c'erano interessi di nessun genere e mi dispiace se ho creato preoccupazione, ma quando ci si rende conto che la popolazione è preoccupata bisogna dire stop».