Dieci anni di carcere all'uomo che ha abusato di lei da quando era bambina. Luisa aveva appena nove anni. E si è portata dentro quel segreto che credeva inconfessabile fino all'età di diciassette. Poi, grazie soprattutto alle sue insegnanti, ha denunciato tutto al commissariato di Sora.

Un incubo fatto di attenzioni particolari, comportamenti morbosi, toccamenti, palpeggiamenti nelle parti intime, masturbazioni e rapporti orali subiti dal compagno di sua madre, E. E., cinquantadue anni, noto commerciante sorano in carcere dal febbraio scorso con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata. Accusa accolta in pieno dal tribunale di Cassino (collegio presieduto da Salvatore Scalera) che lo ha condannato a dieci anni di reclusione oltre al risarcimento dei danni da quantificarsi in sede civile e a una provvisionale di diecimila euro in favore della ragazza, difesa dal l'avvocato Olimpia Rubino. L'uomo, rappresentato dagli avvocati Danilo Iafrate e Mariano Giuliano, resterà dunque nel carcere di Cassino. I suoi avvocati hanno annunciato il ricorso in appello contro la condanna del loro assistito.

Due anni fa la denuncia della giovane, ora diciannovenne, che decise di raccontare delle violenze subite ai poliziotti del commissariato di Sora che avviarono le indagini nel massimo riserbo, culminate con l'arresto del commerciante. Una decisione maturata soprattutto grazie alle insegnanti della ragazza, che per prime hanno capito che qualcosa non andava, che hanno raccolto le sue confidenze e informato la polizia di quanto avveniva in quella casa. Una storia terribile, che ha segnato inevitabilmente la giovane esistenza di Luisa. Ma che le ha dato anche una grande forza: prima per reagire e poi per trasformare la sua triste vicenda in un messaggio da divulgare il più possibile tra le coetanee. «Denunciate tutto e subito», ripete ogni volta che le capita di parlare della sua storia. E lo fa volentieri, a viso aperto, sostenuta dall'associazione "Clara e Francesco", incontrando le sue coetanee nelle scuole e nei convegni per raccomandare a tutte di avere coraggio, quello di denunciare alle forze dell'ordine ogni abuso.