Era uscito, come spesso faceva nelle ore serali, per fare jogging, poco distante dalla sua abitazione, nel parco metropolitano "La Sabana", a San José, in Costa Rica. All'improvviso è stato raggiunto al petto e all'addome da alcune coltellate che non gli hanno lasciato scampo. Forse aggredito a scopo di rapina. Alcuni passanti lo hanno visto a terra e hanno subito chiamato i soccorsi. Ma la corsa in ospedale è stata inutile. Gianfranco Pescosolido, 59 anni, originario di Arce, non ce l'ha fatta. Tre minorenni sarebbero sospettati per l'omicidio. Il dramma mercoledì, dopo le ore 20. La notizia si è diffusa nel tardo pomeriggio di ieri ad Arce, paese dove Gianfranco ha vissuto fino a circa venti anni fa. I genitori sono morti, ma ad Arce tornava spesso anche per riabbracciare il fratello Ernesto, gli altri parenti e gli amici.

La ricostruzione
Era in tenuta da jogging e non aveva beni di valore con sé. L'ipotesi più accreditata dagli investigatori, che hanno immediatamente avviato le indagini per fare luce su quanto accaduto nel parco "La Sabana", è quella dell'omicidio.
Come riferiscono i media costaricensi, le testimonianze raccolte hanno permesso agli inquirenti di individuare tre minorenni, ora al centro delle indagini sull'aggressione a Pescosolido.

L'allarme dei passanti
A lanciare l'allarme ai soccorritori sono stati alcuni passanti che hanno visto il cinquantanovenne ciociaro a terra e ferito.
Sul posto è arrivato il personale della Croce Rossa che con un'ambulanza ha trasportato Pescosolido all'ospedale San Juan de Dios. Ma, purtroppo, poco dopo l'arrivo nella struttura ospedaliera, il cuore dell'imprenditore ha cessato di battere.
La notizia della morte di Gianfranco Pescosolido si è diffusa nel tardo pomeriggio nel paese di origine, Arce, destando dolore e sconcerto in tutte le persone che lo conoscevano e lo stimavano. «Gianfranco era un amico di tutti gli arcesi ricorda il sindaco di Arce Roberto Simonelli una persona simpatica. L'ultiima volta che l'ho visto è stato due anni fa al funerale del papà Gennaro. Ora vedremo come ricordarlo».