Caso Villa Aurora, prime scarcerazioni. A distanza di sei mesi dagli arresti, il gup del tribunale di Reggio Calabria ha accolto le istanze delle difese e ha concesso gli arresti domiciliari per l'ex presidente della Federlazio ed ex socio della clinica reggina, il sorano Alessandro Casinelli, e per l'ex amministratore della società, l'avvocato ferentinate Pietro Domenico Mangiapelo. La decisione arriva a tre giorni dall'udienza preliminare che ha disposto il rinvio a giudizio di cinque persone, tra cui gli stessi Casinelli e Mangiapelo, ma anche a ventiquattro ore dal "no" della Cassazione che aveva confermato la pronuncia del tribunale del Riesame che aveva negato le scarcerazioni.

Nel corso dell'udienza preliminare, gli avvocati di quanti hanno optato per il rito ordinario avevano sollecitato al magistrato una rivisitazione delle misure restrittive della libertà. I legali Nicola Ottaviani e Paolo Pulciani avevano contestato la sussistenza degli estremi per il mantenimento della misura adottata lo scorso 6 giugno dal gip Mariasosaria Savaglio.
L'udienza preliminare, peraltro, proseguirà a gennaio per i quattro che hanno optato per il rito abbreviato, ovvero i coniugi Giorgio Rea e Patrizia Ferri, Antonio Cianfarani e Antonio Iero. L'avvocato Mario Arcaro, difensore di Marco Petricca, aveva invece già ottenuto per il suo assistito, ai domiciliari, i permessi di muoversi per motivi lavorativi e di famiglia.

Invece, già oggi l'avvocato Ivano Nardozi per conto di Rea, anch'egli detenuto, proporrà un'istanza di scarcerazione come pure l'annullamento dell'obbligo di dimora per la Ferri. Soddisfatto Nicola Ottaviani, avvocato di Alessandro Casinelli, che così ha commentato la notizia: «La giustizia è lenta, ma inesorabile. Finalmente ha fatto breccia il principio di diritto che abbiamo espresso fin dal primo momento, ossia che un'azienda in concordato preventivo non può essere assimilata a un'azienda in fallimento, con l'impossibilità di applicare le norme sulla bancarotta».

L'inchiesta, condotta dalla Guardia di finanza, ha contestato l'esistenza di un'associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta dellaclinica Villa Aurora. Secondo le accuse, dopo aver preso il controllo della clinica, con una serie di finanziamenti infragruppo avrebbero distratto 1,2 milioni di euro.