Ha captato un fare strano da parte delle signore. Lo ha fatto per far prevalere il senso di giustizia, soprattutto, perché in quel caso vittime sono degenti, o familiari degli stessi, che già vivono una condizione di disagio. Protagonista di una storia dall'alto senso civico è una giovane avvocato di Pontecorvo, la stessa vittima di un furto nell'ospedale Santa Scolastica di Cassino, dove era in visita alla nonna, da parte di una banda di donne partenopee.
"C'è stato un atteggiamento strano delle donne che mi ha insospettito – racconta la stessa - Loro entravano nelle stanze del reparto chiedendo dei soldi a favore di un'associazione onlus. Mentre ero in corridoio con mia nonna ho visto le donne uscire dalla sua stanza. In quel momento mi sono precipitata subito nella camera e ho verificato che la borsa e il portafogli erano aperti. A quel punto non ho avuto più dubbi, ho esortato il personale a bloccarle ".
Un'azione che, come ha sottolineato lei stessa, si è conclusa grazie all'immediato intervento dei carabinieri. Un vero e proprio lavoro di squadra. "Ciò che mi ha spinto – spiega - è stato il senso del dovere. Null'altro. Un senso del dover rivolto anche a favore di chi si trova in precarie condizioni di salute. Non ritengo, tuttavia, di aver fatto nulla di speciale. La paura non deve scalfire il senso civico".
E la giovane avvocato non ha mollato le tre donne neanche un secondo fino all'arrivo delle forze dell'ordine: "Questo evento serva, piuttosto, ad evidenziare che presso un nosocomio sarebbe necessaria della vigilanza".
Le tre donne, all'arrivo dei carabinieri, sono state arrestate con l'accusa di "furto aggravato in concorso".