Villa Aurora, si va a processo. Il gup di Reggio Calabria ha rinviato a giudizio tutti gli imputati che avevano scelto il rito ordinario e anche uno di quanti, inizialmente, avevano optato per i patteggiamenti che sono saltati. Restano, a questo punto, da definire quattro posizioni con il rito abbreviato.

La decisione è arrivata ieri pomeriggio. Il gup, tuttavia, si è riservato una decisione sulle misure cautelari. Al momento in carcere (Rea, Casinelli e Mangiapelo) e ai domiciliari restano quanti sono stati colpiti dall'ordinanza di custodia cautelare. Oggi, invece, la Corte di cassazione si pronuncerà sui ricorsi presentati dagli avvocati contro le misure restrittive della libertà, confermate dal Riesame.

A giudizio, a partire dal 24 gennaio, davanti al tribunale collegiale di Reggio Calabria, sono andati l'ex presidente della Federlazio, nonché ex socio del Gruppo Sant'Alessandro che aveva acquisito la clinica, Alessandro Casinelli, 35 anni, di Sora, l'avvocato ferentinate ed ex amministratore unico di Villa Aurora Pietro Domenico Mangiapelo, 50, l'amministratore della stessa Francesco Margiotta, 35, di Catanzaro, e dei sorani Giuseppe Musto, 35, e Marco Petricca, 35. Il 18 gennaio si terrà l'udienza per i riti abbreviati chiesti dall'ex socio di Casinelli, Giorgio Rea, 40 anni, e Patrizia Ferri, 50, entrambi sorani, quattro giorni più tardi si discuterà l'abbreviato di Andrea Cianfarani, 26, di Campoli Appennino e del reggino Antonio Iero, 36, i cui patteggiamenti sono saltati.

A Casinelli, Mangiapelo e Margiotta (nonché a Rea) è contestato il reato di associazione a delinquere «al fine di prendere il controllo della società Villa Aurora spa, di distrarre il patrimonio della stessa, di compiere altri atti di appropriazione illecita, di falsificare i bilanci della società».

Reati commessi, secondo la ricostruzione dell'accusa che si è avvalsa delle indagini condotte dalla Guardia di finanza, tra Reggio Calabria e Sora dal 2014 fino al giugno 2017. A Rea, Casinelli, Mangiapelo, Margiotta e Ferri è contestata la bancarotta fraudolenta in quanto come soggetti «che agivano nell'interesse della società beneficiaria delle somme di denaro» avrebbero distratto «un'ingente somma di danaro appartenente alla società Villa Aurora spa (ora srl) con sede legale a Reggio Calabria (società ammessa a concordato preventivo con decreto n. 3/20017 del tribunale di Reggio Calabria del 10/4/2018), per un ammontare complessivo di 1.211.513 euro». In particolare sotto accusa sono finiti i finanziamenti infragruppo, utilizzati, sostiene l'accusa, per «fini estranei all'oggetto sociale di Villa Aurora».

Reati contestati dagli imputati che hanno fatto leva, nel corso dell'udienza preliminare, anche sul fatto che, durante il concordato preventivo, la Villa Aurora è stata venduta per cinque milioni di euro. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Mario Arcaro, Ivano Nardozi, Nicola Ottaviani, Francesco Grimaldi, Francesco Albanese, Paolo Pulciani, Mario Bagnato, Antonio Managò, Nunzio Raimondi, Marco Pizzutelli, Roberto Mora, Emanuele Genovese e Pierpaolo Emanuele.