Come se non bastasse già la cassa integrazione che nel 2019 sarà imperante visto e considerato che il nuovo modello per lo stabilimento Fca di Cassino arriverà non prima del 2020, a penalizzare ancor di più lo stabilimento di casa nostra ci pensa anche il Governo.

Un emendamento 5 Stelle alla manovra di bilancio prevede difatti incentivi dai 1.500 ai 6 mila euro per chi acquista - tra il 2019 e il 2021 - un auto nuova con emissioni tra zero e 90 grammi per chilometro di anidride carbonica: elettrica, ibrida o comunque poco inquinante. La norma però non si ferma qui. E introduce di fatto una nuova tassa da 150 a 3 mila euro per chi invece comprerà una nuova auto alimentata con carburanti più inquinanti: l'imposta sarà legata alle emissioni di CO2 del veicolo. Saranno penalizzate principalmente le utilitarie, ma anche Giulietta, Giulia e Stelvio - ovvero i modelli oggi prodotti a Cassino - andrebbero in sofferenza in quanto le varianti ibride arriveranno non prima del 2020, o forse 2021.

E con questo provvedimento c'è dunque il rischio concreto che i possibili acquirenti vengano scoraggiati a causa dell'ecotassa e quindi per il sito pedemontanto e l'indotto il 2019 potrebbe trasformarsi in un vero e proprio "annus horribilis": prima il danno del modello che Manley ha posticipato al 2020, ora la beffa con la decisione del Governo di incentivare le ibride e le elettriche.

Tutti i sindacati, senza distinguo, mostrano pollice verso all'ecotassa e sono preoccupati per la fabbrica di Cassino. Mirko Marsella della Fim-Cisl spiega: «E' paradossale che dopo un piano così chiaro illustrato da Fca esca fuori una cosa del genere che penalizza tutti gli stabilimenti italiani a vantaggio della concorrenza. E solo ora, dopo aver fatto il danno, si convocano le parti. Speriamo che ci possa essere una retromarcia». Gli fa eco Donato Gatti della Fiom-Cgil: «Non servono provvedimenti estemporanei ma serve una pianificazione di lungo periodo anche in collaborazione con le università».

Del caso si interessa anche la politica con il segretario del circolo Pd di Cassino Marino Fardelli, che tuona: «Ciò produce un grande problema che si aggiunge a quelli attuali: nessuno in Italia acquisterà macchine Fca (almeno fino al 2021) perchè le auto elettriche non vengono prodotte in nessuno degli stabilimenti presenti nel nostro Paese incluso quello di Cassino. Io leggo questa cosa come uno schiaffo anche al sito industriale del nostro territorio».