I figli dei separati soffrono? È una domanda lecita da porsi ma non dobbiamo cadere in generalizzazioni che possono essere anche pericolose. Qual è lo stato affettivo di questi bambini o ragazzi e qual è il loro destino? Molto dipende dalla famiglia e dal clima emotivo nel quale la separazione arriva, sembrerebbe un concetto strano o scontato ma in alcune famiglie quando mamma e papà divorziano di comune accordo non sempre i figli accettano di buon grado questa decisione, la subiscono anzi in maniera passiva.

Allo stesso tempo, invece, può capitare che quando siamo in presenza di una separazione burrascosa a volte i ragazzi sono più propositivi proprio perché tornano ad avere una vita familiare più equilibrata priva di urla, litigi e soprattutto acquisiscono tempo di qualità da trascorrere con uno o con l'altro genitore.

Ancora all'inizio degli anni '90 essere figlio di divorziati era una condizione piuttosto rara, in una classe di venti alunni forse uno lo era, più spesso non ce n'era nessuno. Anche i genitori dei compagni di classe lo trattavano in maniera diversa, come se gli mancasse un pezzo. Oggi, a quasi trent'anni di distanza, la situazione è completamente cambiata. Sono tantissimi i ragazzi che hanno i genitori separati, alcuni di loro hanno anche fratelli nati da nuove relazioni di mamma e papà. Ma l'aumento dei casi non è un fattore che assicura uno stato d'animo positivo.

Ad influire molto è l'età dei figli: quando sono molto piccoli possono anche non accorgersi dei cambiamenti ma durante la crescita bisogna essere in grado di fornire loro mezzi per inserirsi nella società, per esempio se mamma e papà divorziano quando il bimbo ha due o tre anni non sarà tanto il vuoto lasciato dal genitore che lascia la casa coniugale, quanto le domande poste dagli amici fin dalle scuole elementari.

Un aspetto molto delicato è quello dell'inserimento di nuove figure nella vita familiare: quando un genitore trova un altro compagno ci sono tempistiche corrette da seguire prima di presentarlo ai figli e non sono dettate esclusivamente dalle clausole inserite nella sentenza di divorzio. E' inutile e poco costruttivo fare paragoni tra un nuovo compagno e l'altro genitore, mettendo l'ultimo arrivato in una posizione di supremazia: questo tipo di approccio potrebbe creare solamente attrito e in alcuni casi i figli possono sentirsi anche esclusi da un nuovo nucleo familiare o dalle nuove dinamiche in casa, sentendosi collegati a un passato che per il genitore rappresenta un fallimento.

Sono molti i casi in cui i figli dei separati sfruttano la loro condizione cercando di ottenere il più possibile per quanto riguarda regali o aiuti economici. Il divorzio o la separazione non sono solo una dinamica che va gestita sotto l'aspetto burocratico, sono in realtà un insieme di cambiamenti e di novità, come se fosse un percorso da intraprendere nel rispetto di tutti i protagonisti della "storia", anche con l'ex.

Saper osservare i propri figli e capire quello che provano parlando con loro è alla base di qualsiasi scelta. Inoltre, il confronto continuo e costante con l'ex non può che migliorare il tipo di approccio. Cosa ne sarà del futuro dei figli dei genitori separati? Alcuni di loro potrebbero manifestare dei problemi nella capacità di relazionarsi poiché le relazioni primarie con i genitori hanno subìto delle fratture e, solitamente, crescendo si emulano i comportamenti vissuti in casa: è per questo che gli psicologi consigliano sempre di non mettere in crisi il rapporto che il bambino ha con entrambi i genitori.

C'è un semplice vademecum o consigli da seguire che possono aiutare in questo delicato cambiamento: non lasciare mai i bambini nella non conoscenza spiegando loro cosa sta accadendo e offrendogli i mezzi per comprendere questo cambiamento; bisogna sempre rassicurarli spiegandogli che non hanno nessuna colpa e che resteranno sempre una parte molto importante; ricordare loro che mamma e papà sono importanti nello stesso modo, non bisogna mai mettere il bambino in condizione di mentire a un genitore per salvare l'altro o ad amarne uno più dell'altro ed è necessario che le regole dell'educazione siano condivise.

Bisogna inoltre rispettare e capire la reazione del bambino, che sia tristezza, rabbia, indifferenza o altro, essendo molto attenti a non lasciarlo da solo in un momento così delicato. Mamma e papà devono restare sempre gli stessi e il rapporto con i bambini non deve cambiare, bisogna trattenere le emozioni anche quando è difficile, i genitori devono far restare i loro problemi fuori dal rapporto che hanno con i figli mettendo sempre al primo posto le necessità e le esigenze dei piccoli.

Sono i genitori a doversi mettere nei panni dei più piccoli e non viceversa, bisogna mantenere una relazione collaborativa anche quando non c'è più amore o, addirittura, ci sono sentimenti negativi. Ovviamente, anche i genitori hanno dei diritti e tra questi quello di potersi rifare una vita, ma rispettando i tempi dei figli.