Era finito sotto processo per la morte del noto esponente politico di Pontecorvo, già consigliere comunale della città fluviale, Paolo Trillò. La Cassazione nei giorni scorsi ha rigettato il ricorso e confermato la sentenza di secondo grado: la condanna a 4 mesi, pena sospesa, per un giovane di Sant'Ambrogio coinvolto nell'incidente sull'A1 in cui perse la vita il noto politico e imprenditore di Pontecorvo.

A rappresentare le parti civili, gli avvocati Rosino Di Brango, Simona Petroccione e Massimo Clemente. L'incidente, lo ricordiamo, avvenne il 21 aprile del 2011.
In quella data maledetta sulle corsie dell'autostrada si registrarono due incidenti molto gravi: il primo, quello che coinvolse l'allora consigliere comunale e un'altra persona elitrasportata a Roma. Il secondo, invece, sulla Palermo-Catania, nei pressi di Agira, in provincia di Enna: un'auto nella corsia d'emergenza venne tamponata da un mezzo pesante in transito sulla corsia di marcia. Il bilancio fu di un morto e tre feriti gravi.

Il sinistro mortale in cui perse la vita Trillò sconvolse non solo la città fluviale ma tutta la provincia: l'imprenditore pontecorvese era un uomo politico particolarmente attivo oltre che molto conosciuto. L'uomo era di ritorno da Milano dove si era recato in aereo, come venne ricostruito allora dalla polizia stradale della Sottosezione di Cassino. Aveva da poco ripreso l'auto a Fiumicino e stava tornando a Pontecorvo quando rimase coinvolto nello schianto con l'auto condotta dal giovane di Sant'Ambrogio. Era da poco passata l'una di notte, i caselli di Ceprano-Frosinone vennero chiusi. I soccorsi furono tempestivi ma per lui non ci fu nulla da fare. La persona che era con lui venne elitrasportata.

A carico del ragazzo (allora venticinquenne) è stato invece aperto un processo per omicidio colposo (visto che quello stradale è stato introdotto molto tempo dopo).