Si chiude con quattro assoluzioni il caso giudiziario della cartiera Burgo finita sotto accusa per inquinamento ambientale. Il tribunale di Cassino ha assolto l'allora direttore dello stabilimento sorano Gianfranco Sorge, i tecnici dell'Arpa Lazio Amedeo Dragano e Ruggero Bianchi e il titolare del laboratorio Eurolab Antonino Di Folco. Erano accusati di aver ignorato o coperto i fumi inquinanti della cartiera di viale San Domenico. Ma ieri il collegio penale del tribunale cassinate, presieduto dalla dottoressa Tamburro, ha stabilito che non è andata così.

Il caso scoppia nel 2013 dalle segnalazioni di alcuni cittadini preoccupati per le emissioni in atmosfera della Burgo Spa. Ne scaturì una complessa indagine condotta dal Corpo forestale dello Stato, con l'ausilio di tecnici e dirigenti della Provincia e coordinata dalla procura della Repubblica di Cassino. Segue il rinvio a giudizio dei quattro indagati (il quinto muore durante il procedimento).
Al direttore dello stabilimento vengono contestate numerose violazioni alla normativa ambientale e di aver utilizzato i presunti certificati "truccati". I due tecnici dell'Arpa di Frosinone, assistiti dagli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola e Federica Nardoni, devono rispondere di falso ideologico e abuso d'ufficio per aver omesso di evidenziare che alcuni camini della Burgo non erano conformi alla legge e che c'era bisogno di un sistema di abbattimento delle polveri. Il titolare del laboratorio chimico incaricato dalla Burgo, difeso dall'avvocato Enrico Porretta, è invece accusato di aver redatto rapporti di prova falsi.

Accuse ora cadute, come chiesto dai difensori dei quattro imputati. I tecnici Arpa e il direttore del laboratorio sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Formula piena, insomma.
Assolto anche l'ex direttore della Burgo per alcune contestazioni, mentre altre sono prescritte.