Case per gli sfrattati, assoluzione piena per Fiorito, Noto e Salvatori: la fine di un incubo. Dopo anni di attesa e di vicissitudini, di condanne che qualcuno ritiene frutto dell'atmosfera dovuta alla presenza di un nome ingombrante, è stata restituita la serenità all'ex sindaco Carlo Noto, all'ex dirigente dei lavori pubblici Antonio Salvatori e, naturalmente, a Franco Fiorito.

La Corte dei Conti ha annullato le condanne a: 10mila euro Salvatori, 40mila euro Noto, 350mila euro Fiorito.

La storia: ll complesso di palazzine che sommano 36 appartamenti acquistati nel 1980 dal comune con fondi statali, è stato al centro di una serie di polemiche e disavventure culminate alcune con decisioni originali e probabilmente uniche nel panorama politico nazionale. Gli alloggi, vennero scelti dal comune destinatario di una bella somma di soldi a fondo perduto, per metterli a disposizione delle famiglie sfrattate non per motivi di morosità. La possibilità di ottenere un appartamento dalle caratteristiche apprezzabili, provocò una serie di richieste tutte immediatamente soddisfatte. La durata della locazione sarebbe dovuta essere di sei mesi, ma come ogni cosa provvisoria, anche in questo caso nessuno ha lasciato la dimora, e ormai sono quasi 40 anni che gli stessi nuclei, nella maggior parte dei casi, vi abitano.

Nel frattempo le regole sono cambiate, e la Regione ha deliberato a favore degli inquilini. Inquilini spesso non in regola col pagamento della modesta pigione; e l'accusa di mancata attivazione di atti consequenziali era costata cara a Fiorito & Co., condannati dalla Corte dei Conti per non aver agito con severità. Il giudizio finale, però, è inequivocabile, ed archivia i dubbi e le illazioni che in troppi avevano usato per diffamare.