Un fulmine a ciel sereno per i settecento dipendenti della "Bristol-Myers Squibb", da cinquantadue anni presente nel nord Ciociaria. Lo stabilimento farmaceutico sarà messo in vendita dalla proprietà americana. E subito scatta l'allarme per il territorio, visto il numero dei lavoratori impiegati. A comunicare la notizia ieri mattina alle sigle sindacali e alle Rsu, nella sede di Unindustria di Frosinone, direttamente i vertici dello stabilimento anagnino. Oltre ai responsabili del sito, per i sindacati erano presenti Sandro Chiarlitti (Cgil), Mauro Piscitelli (Uiltec) e Antonella Valeriani (FemcaCisl).

Dietro la scelta della proprietà c'è la volontà di puntare su altri settori di mercato, ma sulla decisione avrebbe pesato anche il calo delle commesse di questi ultimi tempi. L'obiettivo dell'attuale proprietà e del management è comunque garantire la continuità aziendale e produttiva dello stabilimento e per questo ci sarebbero dei contatti con possibili acquirenti. Tanto è vero che già da dicembre sono annunciate le prime visite di gruppi internazionali anche se poi il progetto di vendita si dovrebbe concretizzare nella prima metà del prossimo anno.

Le reazioni dei sindacati
Quando una proprietà mette in vendita uno stabilimento, di certo sindacati, rsu e lavoratori non fanno salti di gioia. E perciò sono state chieste molte garanzie. Tra queste quella di un continuo aggiornamento della procedura e soprattutto di verificare in anticipo le offerte di acquisto per una continuità aziendale e garanzia degli stessi lavoratori. «Si mantengano i livelli occupazionali e la continuità aziendale», questa la prima e immediata richiesta di Mauro Piscitelli (Uiltec).

«Da tempo – continua – il sito produttivo anagnino era alle prese con un sotto dimensionamento. Per questo si tratta della fine di un'epoca – ha sottolineato il segretario generale della Uiltec Frosinone Mauro Piscitelli – e la decisione da parte dell'azienda di vendere non ci lascia tranquilli. Speriamo che sia una cessione in grado di garantire i livelli produttivi, la continuità e soprattutto i livelli occupazionali che sono stati mantenuti fino a questo momento».

Dello stesso tenore il commento all'incontro di Sandro Chiarlitti della Cgil. «La compagnia americana ci ha comunicato dell'intenzione di rinunciare al sito di Anagni. La loro intenzione – prosegue – è quella di puntare su altre quote di mercato lasciando il sito di Anagni ad altre proprietà. Chiaro che da parte nostra ci sarà una forte attenzione a questo processo. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto di essere messi a conoscenza di tutti i passaggi del percorso in anticipo. La nostra priorità è la salvaguardia del sito e dei livelli occupazionali e produttivi. Per questo abbiamo ottenuto di avere un parere vincolante e di garanzia prima di ogni azione da intraprendere». Insomma, i sindacati vigileranno sull'iter e dall'incontro.

Tra i rappresentanti politici, ad intervenire è il capogruppo regionale del Pd Mauro Buschini. «È indispensabile mettere in atto, nel più breve tempo possibile, tutte le azioni necessarie affinché siano mantenuti i livelli occupazionali e produttivi presso lo stabilimento Bristol-Myers Squibb di Anagni dopo la notizia, ormai ufficiale, della messa in vendita del sito. Il governo, con il ministro del Lavoro Di Maio, intervenga immediatamente, anche predisponendo un apposito tavolo, per tutelare gli oltre settecento dipendenti da anni impiegati nella storica azienda in provincia di Frosinone. Come Regione siamo disponibili al confronto e a fare, sin da subito, la nostra parte».