Una bruttissima giornata per la signora Tommasina che ha accompagnato suo figlio a fare una visita oculistica in uno studio privato della città martire. La signora è non vedente e con lei ha sempre il suo cane guida, Miranda, per potersi muovere in autonomia. L'oculista, quando l'ha vista in sala d'attesa, le ha detto che il cane lì non poteva stare: la signora è rimasta senza parole poiché, proprio quel medico, l'aveva seguita quando sei anni fa ha improvvisamente perso la vista a causa di un problema al nervo ottico. Il medico non ne ha voluto sapere, ha detto alla signora che avrebbe potuto chiedere a qualche familiare di accompagnarla per evitare di portare il cane. L'oculista, secondo i denuncianti, avrebbe anche rimproverato il figlio della signora Tommasina per essersi fatto accompagnare dalla madre e dal cane.

Il marito della signora avrebbe a quel punto ricordato al professionista che c'è una legge che tutela in tal senso i non vedenti. Indignati la signora, il marito e il figlio hanno lasciato lo studio. L'umiliazione è stata troppo forte tanto che, d'accordo con i familiari, la signora ha presentato denuncia ai carabinieri. Il medico avrebbe violato la legge speciale 37 del 14 febbraio '74 secondo la quale il cane guida «rappresenta gli "occhi" per il non vedente e quindi non deve essere allontanato dal diversamente abile visivo che accompagna. In qualità di cane da lavoro non deve essere disturbato/aggredito. Si prevede una multa da 500 a 2.500 euro per chi caccia i cani guida». E pensare che la signora Tommasina aveva semplicemente deciso di portare il figlio a fare una visita da un medico del quale si fidava.Non vedente cacciata
da uno studio medico