Per la clinica Villa Aurora in quattro scelgono di andare a processo, due il rito abbreviato e tre di patteggiare. Ieri a Reggio Calabria si è tenuta la nuova udienza preliminare servita soprattutto a capire le scelte dei nove imputati.

Sotto accusa sono i due ex soci del Gruppo Sant'Alessandro, che controllava Villa Aurora, i sorani Giorgio Rea, 40 anni, e Alessandro Casinelli, 35, ex presidente di Federlazio Frosinone, nonché l'avvocato ferentinate Pietro Domenico Mangiapelo, 50, Francesco Margiotta, 35, di Catanzaro, Marco Petricca, 35, di Sora, Patrizia Ferri, 50, di Sora, Andrea Cianfarani, 26, di Campoli Appennino, Giuseppe Musto, 35, di Sora, e Antonino Iero, 36, di Reggio Calabria, difesi dagli avvocati Ivano Nardozi, Nicola Ottaviani, Francesco Grimaldi, Francesco Albanese, Paolo Pulciani, Mario Bagnato, Antonio Managò, Nunzio Raimondi, Mario Arcano, Marco Pizzutelli, Roberto Mora, Emanuele Genovese e Pierpaolo Emanuele.

A seguire si è aperta la discussione con la richiesta del pubblico ministero, per quanto riguarda la scelta di fare l'ordinario, del rinvio a giudizio per Casinelli, Mangiapelo, Margiotta e Musto.
Il giudice Pasquale Laganà deciderà a dicembre, mentre a gennaio si discuteranno gli abbreviati. Gli abbreviati, invece, sono stati richiesti da Rea e Ferri, mentre hanno optato per il patteggiamento con una pena tra un anno e otto mesi e un anno e dieci mesi i rimanenti tre, ovvero Cianfarani, Petricca e Iero.

Dopo l'intervento dell'accusa e delle parti civili, la socia di minoranza Adelaide Briatico, che aveva presentato la denuncia, e alcuni ex lavoratori e creditori della clinica, è stata la volta della difesa di Casinelli. L'obiettivo è provare a smontare le contestazioni sollevate dal sostituto Massimo Baraldo e dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni. Gli avvocati Ottaviani e Grimaldi hanno ritenuto che non fosse possibile sostenere il reato di bancarotta tenuto conto che l'azienda è in concordato preventivo. Che il concordato è ancora in piedi e che, anzi, nelle more dello stesso si è proceduto alla vendita, per oltre cinque milioni di euro, della clinica. Se non è fallita hanno sostenuto gli avvocati in quasi tre opere di discussione non c'è né bancarotta né insolvenza grave.

Secondo l'impostazione della procura l'acquisto della clinica sarebbe stato pianificato per poi spogliarla dei beni. Peraltro a Casinelli e Rea, in qualità di promotori, e a Mangiapelo e Margiotta per essersi associati, è contestata l'associazione per delinquere «al fine di prendere il controllo della società Villa Aurora spa di distrarre il patrimonio della stessa, di compiere altri atti di appropriazione illecita, di falsificare i bilanci della società». Reati che sarebbero stati commessi tra il 2014 e il giugno 2017. Sempre a dicembre il giudice deciderà sulle istanze di scarcerazione avanzate dai legali. Rea, Casinelli e Mangiapelo, infatti, dal 21 giugno sono detenuti e si trovano nel carcere di Reggio Calabria.