Cassa integrazione sotto l'albero per lo stabilimento Fca di Piedimonte San Germano: ieri mattina è stato comunicato alle Rsa di stabilimento che il 2018 terminerà il 19 dicembre. A partire dal giorno 20, e fino alla fine dell'anno, gli operai saranno costretti a stare a casa in quanto c'è cassa integrazione su tutti i modelli Alfa Romeo. La notizia è giunta proprio all'indomani dell'indiscrezione che vede Cassino in pole per produrre un'auto elettrica nel 2020. Ma il 29 novembre Manley non dovrebbe annunciare nulla di positivo per Cassino in merito all'anno venturo che, dunque, sarà ancora all'insegna della cassa integrazione.

Battaglia legale
I sindacati sono preoccupati e l'aria è talmente tesa che la battaglia diventa anche legale: «è antisindacale la scelta del datore di lavoro di escludere i rappresentanti di una sigla dalla trattativa per la firma di un accordo aziendale in quanto tale condotta determina obiettiva limitazione della libertà di azione organizzativa del sindacato escluso». Con queste conclusioni il giudice del Lavoro del tribunale di Cassino ha accolto il ricorso per repressione della condotta antisindacale promossa da Flmu-Cub, rappresentato dall'avvocato Veronica Avella contro Iscot Italia spa, azienda multiservizi che opera all'interno dello stabilimento Fca di Cassino.

«La sentenza depositata il 19 novembre - spiega il sindacato in una nota - assume particolare importanza per le questioni che affronta. La vicenda nasce dalla scelta di negoziare e firmare un accordo aziendale solo con alcune organizzazioni sindacali e con i membri delle Rsu aderenti a tali organizzazioni. La sentenza, quindi, ha accertato il diritto di Flmu-Cub a conoscere puntualmente le intenzioni datoriali sul processo di riorganizzazione aziendale e, al contempo, il diritto della stessa organizzazione a interloquire sulle scelte aziendali, mentre alla società soccombente è stata inibita la reiterazione in futuro di simili condotte».
Iscot italia, infatti, non avrebbe informato Flmu-Cub dell'intenzione di apportare modifiche all'orario di lavoro dei dipendenti addetti al cantiere Fca.

Ne è, quindi, derivata una «obiettiva limitazione della libertà di azione organizzativa dell'associazione sindacale per la svalutazione del suo ruolo e della sua funzione tipica e per la lesione dell'immagine e del prestigio del sindacato al cospetto di tutti i lavoratori» hanno, quindi, sottolineato ancora i sindacati a seguito del pronunciamento del tribunale del Lavoro.