Quarantenne del Cassinate perseguita il marito, da cui si sta separando, e finisce a processo. Ieri il giudice per le udienze preliminari, dopo la costituzione di parte civile dell'ex marito e della presunta "rivale", assistiti dagli avvocati Antonio De Cristofano e Claudia Verdone ha fissato l'inizio del processo a carico della "stalker in gonnella" al 9 gennaio prossimo, data in cui l'imputata dovrà iniziare a dimostrare la sua estraneità dalle pesanti accuse mosse nei suoi confronti.

A presentare denuncia e permettere così di mettere in moto gli inquirenti della procura di Cassino sono stati il coniuge (ora quasi ex) perseguitato e la donna che avrebbe "acceso le polveri" sempre secondo l'imputata rompendo l'equilibrio della coppia. Valutazione affatto condivisa dalla (presunta) vittima, più volte aggredita con insulti, minacce e schiaffi anche in presenza della figlia minore.

In un'occasione, stando sempre a quanto riferito agli inquirenti, l'imputata davvero fuori di sé l'avrebbe anche strattonata per i capelli, graffiandola in volto. E sempre "all'altra", la quarantenne cassinate avrebbe imputato addirittura la causa della scarsa attenzione che suo marito rivolgeva ai figli nati dal loro matrimonio: insomma, un insieme di accuse, spesso spinte ben oltre il limite del rapporto di coppia, con minacce davvero poco velate.

Al marito, a cui non avrebbe risparmiato aggressioni in più occasioni lo avrebbe percosso, gli avrebbe rotto il cellulare, strappato i vestiti, mandato in frantumi specchietti, luci e tergicristalli dell'auto sempre in base al quadro accusatorio avrebbe riservato minacce più dure. Addirittura avrebbe fatto riferimento alla "pratica" che rese la violenza della signora Lorena Leonor Gallo (ovvero la signora Bobbit) uno dei casi più controversi e scioccanti della storia giudiziaria (e non) mondiale.

Tra le tante telefonate minacciose, anche quella "dedicata" alla causa della sua separazione: alla presunta rivale, infatti, la quarantenne avrebbe riservato almeno nelle intenzioni un trattamento differente: voleva "solo" sfregiarla. Così era stato già emesso a carico dell'imputata un divieto di avvicinamento sia all'uomo che alla "rivale". Raccolti tutti gli elementi, relativi a conversazioni sia telefoniche che di persona, il giudice ha deciso: si andrà a processo il prossimo 9 gennaio.