Non si placa l'ondata razzista esplosa in città da qualche giorno. Prima la chiesa evangelica ghanese, poi le scritte xenofobe tra via Pascoli e via Po. Ieri mattina una panchina completamente imbrattata sul lungofiume, nella zona amata soprattutto da chi pratica jogging. Impossibile non notare la struttura in pietra completamente ricoperta da vernice di diverso colore, con tanto di volto del Duce stereotipato: se non fosse per le frasi oltraggiose, per la retorica fascista e per le offese a sfondo razziale potrebbe quasi apparire un'opera che strizza l'occhio alla popart. Una "Cambell's Soup" che perde, però, ogni velleità artistica nelle frasi riportate, alcune identiche a quelle rinvenute solo ventiquattr'ore prima in pieno centro: stesse parole, stesso spray utilizzato per "lasciare il segno".

La rivendicazione o quella che vorrebbe apparire tale è di Forza Nuova. Ma al momento il quadro è molto complesso e tutto nelle mani degli agenti del Commissariato di Cassino, coordinati dal vice questore Raffaele Mascia. Non può essere escluso, senza gli opportuni approfondimenti, che si tratti di una scia di gesti emulativi senza grande profondità; come pure che sia l'opera di più di un gruppo una sorta di botta e risposta sull'arredo urbano. Né che gli autori delle precedenti scritte razziste siano gli stessi degli episodi (tre nell'ultima settimana) registrati a Cassino. Mentre le indagini serviranno ad andare a fondo, resta lo sdegno dell'intera città che non si riconosce in comportamenti simili, tanto che è stata disposta l'immediata cancellazione di quelle scritte violente e denigratorie.

Nella notte tra lunedì e martedì della scorsa settimana, le frasi dal sapore antisemita e sempre a sfondo razziale erano "comparse" sulla chiesa evangelica ghanese: anche in quel caso, la croce celtica e la scritta "Raus!" (dal tedesco "Fuori") avevano indignato la pubblica opinione con l'attestazione di vicinanza anche dell'abate di Montecassino, dom Ogliari, che pure (in occasione delle celebrazioni benedettine) aveva lanciato un chiaro messaggio di pace, fratellanza tra popoli e nazioni. Una memoria piuttosto corta, invece, quella degli autori delle nuove scritte xenofobe che dimenticano con troppa facilità il ruolo e i sacrifici della città martire per la Pace per eccellenza. D'altra parte le recenti scritte razziste non sono le uniche comparse in città: episodi simili si sono registrati a marzo del 2017, come pure nell'agosto del 2015. Casi, però, isolati che hanno lasciato comunque l'amaro in bocca.