Gli agenti della squadra mobile, i genitori di una delle vittime, le catechiste. Iniziano a sfilare i testi nel processo a carico dell'ex professore della scuola media di Vallecorsa, accusato di aver avuto degli atteggiamenti intimi con delle studentesse.

Dopo il rinvio a giudizio, deciso lo scorso aprile, il processo è entrato nel vivo. I primi testi ad essere sentiti sono stati gli agenti della squadra mobile che hanno condotto le indagini e che hanno effettuato degli accesi a scuola, nelle aule, per capire come fossero dislocati banchi e cattedre. Un modo anche per capire se e cosa avrebbero potuto vedere gli altri alunni dai loro posti.
Quindi sono stati sentiti i genitori di una delle parti offese. Queste, come le successive deposizioni, si riferiscono a persone che hanno appreso da altri ciò che poi è stato messo nero su bianco nella denuncia. I genitori hanno riferito che la figlia non stava bene e quindi, insistendo, sono riusciti a farsi riferire quanto stava accadendo. Era stata una parente, sentita anch'essa sentita, a convincere la ragazza a confidarsi con i genitori.

Una confidenza nata, secondo quanto emerso, al catechismo. Era lì, infatti, che qualche ragazzo aveva fatto riferimento alle attenzioni del professore nei confronti di qualche ragazza.
Un discorso che poi le catechiste avrebbero approfondito con i genitori. Sono quattro le parti civili costituite (rappresentate dagli avvocati Maria Annita Compagno, Marino Iacovacci e Claudia Padovani). Il professore, 59 anni, che ha sempre respinto le accuse, è difeso dall'avvocato Alfonso Musa. Inizialmente, il docente, che da allora non insegna più a Vallecorsa, era stato raggiunto da un provvedimento di interdizione dalla professione per otto mesi. L'indagine condotta dalla squadra mobile della questura di Frosinone era partita proprio dopo la denuncia dei genitori di una ragazza. Stando alle accuse le ragazze avrebbero raccontato di abbracci e baci e di qualche toccatina durante le ore di lezione.