Nulla di fatto per l'inchiesta sui voti fantasma che ha visto davanti al gup l'ex assessore Igor Fonte, il presidente Nacca e la segretaria del seggio 30 a S. Angelo, quello finito sotto la lente per l'inchiesta sui voti fantasma nelle amministrative del 2016. La decisione, dopo una estenuante mattinata d'attesa, non è arrivata. Una sentenza che i coinvolti aspettavano già a luglio: a far slittare l'udienza davanti al gup era stata la valanga di eccezioni sollevate dalle difese. Il giudice delle udienze preliminari, chiamato a pronunciarsi sulle tre richieste di rinvio a giudizio avanzate nei confronti del presidente e della segretaria del seggio numero 30 di Sant'Angelo e del candidato non eletto Igor Fonte (per le amministrative 2016) accusati di violazione della legge elettorale, ha disposto la trascrizione delle intercettazioni, la difesa di Fonte ne ha chiesto l'acquisizione di altre 30 non trascritte dall'informativa dei carabinieri. Ed è stato rinviato tutto al 15 gennaio. Nacca e la segretaria, lo ricordiamo, sono accusati di concorso materiale, mentre era stato ipotizzato il concorso morale per l'ex assessore.
Al centro dell'inchiesta affidata al sostituto Bulgarini Nomi, una manciata di schede - forse una decina - i registri "manipolati" ma anche il caso dei voti fantasma. In aula il pool dei difensori: Rauzzino, Valerio, Ciaraldi, Fraioli, Marcucci.