Era morto a maggio, due giorni fa è stato riesumato. L'operazione è scattata venerdi mattina nel cimitero di Sora. A cancelli chiusi, si è provveduto a riaprire la bara dov'era stato riposto il corpo di un anziano di anni novantasei deceduto lo scorsa primavera, le cui generalità non sono state rese note. Era seppellito nel primo quadrante di terra posto al lato sinistro. Ora la sua tomba resta vuota. La salma è stata trasportata alla camera mortuaria dell'ospedale "Santa Scolastica" di Cassino, a disposizione dell'autorità giudiziaria, dopo che la Procura della città martire ha aperto un fascicolo d'inchiesta su una morte che ai familiari dell'anziano risulta sospetta. Proprio per chiarire come sia morto l'uomo, che avrebbe lasciato un'ingente eredità a una terza persona, si è messa in moto la macchina della giustizia.

Dalle poche indiscrezioni che trapelano dallo stretto riserbo imposto dagli inquirenti, emergerebbe l'ipotesi secondo cui la famiglia del defunto fosse all'oscuro del testamento che destinava tutti i suoi beni a una persona di Sora. A richiedere accertamenti sulla vicenda sarebbero stati proprio i familiari del novantaseienne che vivono fuori dall'Italia. La salma è stata riesumata su ordine della Procura cassinate che ha disposto l'esame autoptico sul cadavere. Si attende che in queste ore venga affidato l'incarico per l'esame autoptico.

«Abbiamo chiuso per qualche ora il cimitero, ma per quanto riguarda l'amministrazione comunale noi siamo stati solamente avvisati che sarebbe avvenuta questa operazione di natura giudiziaria e quindi abbiamo dovuto fornire il nome della ditta accreditata presso l'ente per svolgere queste operazioni - ha spiegato ieri il sindaco Roberto De Donatis. Chiaramente è massimo il riserbo, visto che ci sono delle indagini in corso».