Un evidente errore compiuto dai tecnici della Asl che ha causato la chiusura temporanea dell'impianto sportivo e tanti danni d'immagine alla società che lo gestisce, la Silver Srl. Lo sostiene con forza l'avvocato Marco Mollicone, al quale il titolare della società che gestisce il noto centro "Sport Village" di via Vado Pescina si è rivolto dopo il blocco delle attività disposto dal sindaco di Sora e la successiva revoca dell'ordinanza di chiusura che ha portato alla riapertura dell'impianto.

L'avvocato Mollicone ripercorre dettagliatamente la vicenda: il 31 agosto scorso il prelievo dei tecnici Asl per la ricerca della Legionella, l'invio del campione all'Arpa Lazio e la risposta che rileva la "presenza di Legionella"; il 21 settembre il sindaco, ricevuta la comunicazione della Asl, ordina il blocco di tutte le attività del centro; la società si attiva subito con la bonifica disposta e informa la Asl; l'8 ottobre l'Asl effettua nuovi prelievi; il 20 ottobre le analisi sono pronte: tutto ok, perciò l'Asl chiede al sindaco di revocare l'ordinanza di chiusura. Cosa che avviene il 24 ottobre, da quando lo "Sport Village" ha potuto riaprire al pubblico.

Ma per il legale della società quella chiusura è stata una misura sproporzionata e ingiusta. «Il valore di concentrazione (del batterio, ndr) riscontrato dalle analisi è il medesimo che ha portato dapprima alla chiusura del centro e successivamente alla sua riapertura», sottolinea l'avvocato Mollicone. In effetti il valore è lo stesso: minore di 50 u.f.c/1000 ml. «Il dato corrisponde di fatto al limite di rivelabilità del metodo utilizzato dall'Arpa - aggiunge l'avvocato - Oltretutto le linee guida italiane in materia di prevenzione del rischio di legionellosi fissano a un valore doppio la soglia di concentrazione sotto la quale non è necessario alcun intervento sugli impianti, tanto meno la chiusura di una struttura».

L'accusa alla Asl è diretta: «Il dato che ha portato alla chiusura, un grave errore della Asl di Frosinone che di conseguenza traeva in inganno anche il sindaco di Sora, non poteva e non doveva portare alla chiusura del centro sportivo». Insomma, un errore di lettura delle analisi del primo prelievo, una cosa «gravissima rispetto a quanto causato alla Silver Srl non essendo riusciti i tecnici a interpretare correttamente i dati dell'Arpa Lazio», conclude l'avvocato Mollicone.